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IL MITO E LA LEGGENDA Dopo aver riattraversato le insidiose acque e aver raggiunto la riva, Gilgamesh percorse un lungo tratto di strada, quando vide una fresca sorgente. Quindi si fermò e decise di bagnarsi nelle sue acque. Così, si tolse di dosso le vesti, posò la pianta in terra e si immerse nella grande fresca sorgente. Ma, appena ebbe voltato la schiena, ecco, un serpente uscì dalle acque e, odorato il profumo della pianta, la rubò. E non appena l'ebbe assaggiata, subito mutò la pelle e riacquistò la gioventù. CONCLUSIONE parte finale Quando Gilgamesh vide che la preziosa pianta era perduta per sempre, si mise a sedere e pianse. Ma dopo poco si alzò e, rassegnato infine al destino di tutta l'umanità, fece ritorno alla città di Erech, al paese da dove era venuto. Rid. da T. H. Gaster, Le più antiche storie del mondo, Mondadori Se ne parla in SCIENZE w I serpenti cambiano veramente pelle! Non perché mangiano piante dai poteri soprannaturali, ma perché la loro pelle non cresce con il corpo, per cui, quando diventa troppo stretta, si spogliano della vecchia e la sostituiscono con la nuova. Questo fenomeno si chiama muta . Per comprendere v Riassumi il testo. INIZIO Che cosa voleva scoprire Gilgamesh? Cosa rivela il vecchio Utnapishtim a Gilgamesh? SVILUPPO Come riesce Gilgamesh a impossessarsi della pianta? Cosa accade alla sorgente? CONCLUSION E Come reagisce Gilgamesh alla perdita della pianta? 67

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