Leggermente Plus - Lingua e linguaggi 4 Libro accessibile

Il testo narrativo Verifica delle competenze Basta un calzino 1 Oggi in palestra, il maestro Guerino ci ha fatto correre e poi ci ha detto di contare quante volte batteva il nostro cuore in quindici secondi. Ho contato 31 battiti. Per sapere quanti erano in un minuto dovevamo moltiplicarli per 4: i miei erano 124. Poi ci ha fatto provare a ricontare i battiti un minuto dopo la corsa e ci siamo accorti che 5 erano diminuiti. Io ne ho contati 20, 11 meno di prima. Il maestro ci ha spiegato che il nostro cuore, dopo uno sforzo, batte forte perché pompa velocemente il sangue a tutte le parti del corpo per farlo tornare rilassato. Io e Rima abbiamo provato a fare una corsetta meno veloce e a ricontare i battiti: ora io ne avevo 25 e lei 29. Dopo la corsa Guerino ci ha fatto giocare con la peteka, una palla morbida che usano i bambini brasiliani. 10 Ci siamo divisi in due gruppi messi a semicerchio, uno di fronte all'altro. Ogni squadra segnava un punto quando riusciva a far cadere la peteka sul territorio della squadra avversaria. Per respingere la peteka dovevamo batterla con la mano, o con il palmo o con il dorso. Io non riuscivo a batterla col dorso, quando la vedevo arrivare era più forte di me, 15 giravo la mano. Alla fine ci ha insegnato anche a costruirla: basta prendere un calzino e riempirlo di striscioline di carta di giornale, poi va chiuso con un elastico e la parte di calzino che avanza si taglia a strisce e diventa la coda. 20 - Quando torno a casa ne faccio due, tanto ho un cassetto pieno di calzini! - ha detto Jutta. - Me ne porti uno? La mamma non vuole che io sprechi le cose! - le ha chiesto Tina. - Ma non è uno spreco! - ha detto Jutta. - Hai un'idea di quanto 25 costa una palla! Io non vedevo l'ora di tornare a casa per costruire una peteka per Attilia. La mamma mi ha dato uno dei calzini di cui si era perso il gemello. Ci ho giocato un sacco con Attilia: battevo la peteka e lei la rincorreva e la mordeva. Barbara Pumhösel - Anna Sarfatti, Verticali e batticuore, EDT Gli indumenti So capire il testo Sottolinea i fatti principali del testo per rispondere alla domanda. Che cosa fa contare agli alunni dopo la corsa, il maestro Guarino? Quanti minuti hanno impiegato per giungere al traguardo. Quanti sono i battiti del cuore al minuto. Quanti metri hanno percorso in un minuto. Scopri il significato delle parole. Nella riga 14 a che cosa si riferisce l'espressione "era più forte di me"? Alla palla, che veniva lanciata troppo forte. All'istinto della bambina, di battere con il palmo della mano. All'avversario, che era più forte della bambina. Utilizza le informazioni implicite e rispondi. Attilia, con cui la protagonista gioca alla fine del racconto, è: un vicino di casa. un animale domestico. un fratello minore della protagonista. So esplorare il testo I fatti narrati sono: realistici. fantastici. Numera i fatti narrati da 1 a 5, per ricostruirne l'ordine cronologico (fabula). Il maestro insegna a costruire la peteka con un calzino. I bambini corrono veloce e poi contano i battiti del cuore. Divisi in due squadre, gli alunni giocano a peteka. A casa una bambina costruisce la peteka e gioca con il cane. I bambini verificano che correndo piano i battiti diminuiscono. Dove si svolge l’azione? Nel cortile della scuola. Nella palestra della scuola. Quando avvengono i fatti narrati? Durante la lezione di educazione fisica. Durante una gita scolastica. La narrazione si svolge in: prima persona. terza persona. Chi è il narratore all'interno della storia? Il maestro. Un'alunna. Chi sono gli autori del libro da cui è tratto il racconto che hai letto? Barbara Pumhösel e Anna Sarfatti. Gli alunni di una classe.
Il testo narrativo Verifica delle competenze Basta un calzino 1 Oggi in palestra, il maestro Guerino ci ha fatto correre e poi ci ha detto di contare quante volte batteva il nostro cuore in quindici secondi. Ho contato 31 battiti. Per sapere quanti erano in un minuto dovevamo moltiplicarli per 4: i miei erano 124. Poi ci ha fatto provare a ricontare i battiti un minuto dopo la corsa e ci siamo accorti che 5 erano diminuiti. Io ne ho contati 20, 11 meno di prima. Il maestro ci ha spiegato che il nostro cuore, dopo uno sforzo, batte forte perché pompa velocemente il sangue a tutte le parti del corpo per farlo tornare rilassato. Io e Rima abbiamo provato a fare una corsetta meno veloce e a ricontare i battiti: ora io ne avevo 25 e lei 29. Dopo la corsa Guerino ci ha fatto giocare con la peteka, una palla morbida che usano i bambini brasiliani. 10 Ci siamo divisi in due gruppi messi a semicerchio, uno di fronte all'altro. Ogni squadra segnava un punto quando riusciva a far cadere la peteka sul territorio della squadra avversaria. Per respingere la peteka dovevamo batterla con la mano, o con il palmo o con il dorso. Io non riuscivo a batterla col dorso, quando la vedevo arrivare era più forte di me, 15 giravo la mano. Alla fine ci ha insegnato anche a costruirla: basta prendere un calzino e riempirlo di striscioline di carta di giornale,  poi va chiuso con un elastico e la parte di calzino che avanza si taglia a strisce e diventa la coda. 20 - Quando torno a casa ne faccio due, tanto ho un cassetto pieno di calzini! - ha detto Jutta. - Me ne porti uno? La mamma non vuole che io sprechi le cose! - le ha chiesto Tina. - Ma non è uno spreco! - ha detto Jutta. - Hai un'idea di quanto 25 costa una palla! Io non vedevo l'ora di tornare a casa per costruire una peteka per Attilia. La mamma mi ha dato uno dei calzini di cui si era perso il gemello. Ci ho giocato un sacco con Attilia: battevo la peteka e lei la rincorreva e la mordeva. Barbara Pumhösel - Anna Sarfatti, Verticali e batticuore, EDT   Gli indumenti So capire il testo  Sottolinea i fatti principali del testo per rispondere alla domanda. Che cosa fa contare agli alunni dopo la corsa, il maestro Guarino?   Quanti minuti hanno impiegato per giungere al traguardo.   Quanti sono i battiti del cuore al minuto.   Quanti metri hanno percorso in un minuto.  Scopri il significato delle parole. Nella riga 14 a che cosa si riferisce l'espressione "era più forte di me"?   Alla palla, che veniva lanciata troppo forte.   All'istinto della bambina, di battere con il palmo della mano.   All'avversario, che era più forte della bambina.  Utilizza le informazioni implicite e rispondi. Attilia, con cui la protagonista gioca alla fine del racconto, è:   un vicino di casa.   un animale domestico.   un fratello minore della protagonista. So esplorare il testo  I fatti narrati sono:   realistici.   fantastici.  Numera i fatti narrati da 1 a 5, per ricostruirne l'ordine cronologico (fabula).   Il maestro insegna a costruire la peteka con un calzino.   I bambini corrono veloce e poi contano i battiti del cuore.   Divisi in due squadre, gli alunni giocano a peteka.   A casa una bambina costruisce la peteka e gioca con il cane.   I bambini verificano che correndo piano i battiti diminuiscono.  Dove si svolge l’azione?   Nel cortile della scuola.   Nella palestra della scuola.  Quando avvengono i fatti narrati?   Durante la lezione di educazione fisica.   Durante una gita scolastica.  La narrazione si svolge in:   prima persona.   terza persona.  Chi è il narratore all'interno della storia?   Il maestro.   Un'alunna.  Chi sono gli autori del libro da cui è tratto il racconto che hai letto?   Barbara Pumhösel e Anna Sarfatti.   Gli alunni di una classe.