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Il testo narrativo Fabula e intreccio Con la testa sott'acqua Il brano ci racconta come si risolve nel tempo il difficile rapporto di Prisca con l'acqua. 1a sequenza Quando era piccola Prisca si era sempre rifiutata di imparare a nuotare con la testa sott’acqua, come pretendevano suo padre e suo nonno. Era convinta che il mare, attraverso i buchi delle orecchie, potesse entrarle nel cervello. E un cervello annacquato, si sa, funziona male. Forse che il nonno, quando lei non capiva al volo qualcosa, non le diceva spazientito: - Ma ti è andato in brodo il cervello? 2a sequenza Per lo stesso motivo Prisca non voleva mai tuffarsi dalla barca o dal molo, come facevano suo fratello Gabriele e gli altri bambini. E, naturalmente, c’era sempre qualche dispettoso che mentre lei nuotava tranquilla con il mento sollevato, le arrivava zitto zitto alle spalle, le metteva una mano sulla testa e la cacciava sotto. 3a sequenza Quanti pianti si era fatta! Di paura, ma soprattutto di rabbia impotente. Tanto più che quando andava a protestare dalla madre sotto l’ombrellone, quella, invece di difenderla o consolarla, la sgridava: - Non sai stare agli scherzi. Sei troppo permalosa. In fondo cosa ti hanno fatto? Finirai per diventare lo zimbello della spiaggia. 4a sequenza Poi era cresciuta e aveva capito che l’acqua non può assolutamente entrare nel cervello. Né attraverso le orecchie, né attraverso gli altri buchi che abbiamo in faccia. Glielo aveva spiegato, mostrandole anche un disegno scientifico su un libro di medicina, il dottor Maffei, zio della sua amica Elisa. - Dalla bocca e dal naso l’acqua potrebbe entrarti semmai nei polmoni, oppure nello stomaco - le aveva spiegato - ma nel cervello assolutamente no. - Era un pensiero rassicurante, che l’aveva guarita dalla paura. 5a sequenza A nove anni Prisca si tuffava con la bocca serrata, stringendosi il naso con due dita, e aveva imparato a nuotare con la testa mezzo sotto. Sapeva fare anche “il morto” in modo perfetto completamente immersa: non solo le orecchie, ma persino gli occhi, aperti, anche se bruciavano un po’. Fuori restavano solo le narici, un millimetro appena sopra il pelo dell’acqua. da B. Pitzorno, Ascolta il mio cuore, Milano, Mondadori, 1991. La narrazione della storia può svilupparsi in due modi: - se gli eventi sono esposti in ordine cronologico si ha la FABULA; - se i fatti seguono l’ordine che decide l’autore si ha l’INTRECCIO. Cosa significa Qual è il significato della frase "Ma ti è andato in brodo il cervello"? Sei diventato matto? Sei diventato poco intelligente? Ti è entrato qualcosa nel cervello? Cosa significa l’espressione “Sei troppo permalosa"? Rimani male per motivi da nulla. Piangi troppo. Sei troppo scorbutica. Cosa significa “Fare il "morto" in acqua"? Restare sott’acqua troppo tempo. Saper galleggiare sull’acqua. Fare finta di morire. Esplora il testo Il brano è suddiviso in cinque sequenze. Prova a dare un titolo a ciascuna e scrivilo sulle righe. Il racconto inizia quando Prisca era piccola e termina quando ha l’età di Qual è quindi lo schema narrativo utilizzato dall'autore? Fabula. Intreccio. Perché?
Il testo narrativo Fabula e intreccio Con la testa sott'acqua Il brano ci racconta come si risolve nel tempo il difficile rapporto di Prisca con l'acqua. 1a sequenza  Quando era piccola Prisca si era sempre rifiutata di imparare a nuotare con la testa sott’acqua, come pretendevano suo padre e suo nonno. Era convinta che il mare, attraverso i buchi delle orecchie, potesse entrarle nel cervello. E un cervello annacquato, si sa, funziona male. Forse che il nonno, quando lei non capiva al volo qualcosa, non le diceva spazientito: - Ma ti è andato in brodo il cervello? 2a sequenza  Per lo stesso motivo Prisca non voleva mai tuffarsi dalla barca o dal molo, come facevano suo fratello Gabriele e gli altri bambini. E, naturalmente, c’era sempre qualche dispettoso che mentre lei nuotava tranquilla con il mento sollevato, le arrivava zitto zitto alle spalle, le metteva una mano sulla testa e la cacciava sotto. 3a sequenza  Quanti pianti si era fatta! Di paura, ma soprattutto di rabbia impotente. Tanto più che quando andava a protestare dalla madre sotto l’ombrellone, quella, invece di difenderla o consolarla, la sgridava: - Non sai stare agli scherzi. Sei troppo permalosa. In fondo cosa ti hanno fatto? Finirai per diventare lo zimbello della spiaggia. 4a sequenza  Poi era cresciuta e aveva capito che l’acqua non può assolutamente entrare nel cervello. Né attraverso le orecchie, né attraverso gli altri buchi che abbiamo in faccia. Glielo aveva spiegato, mostrandole anche un disegno scientifico su un libro di medicina, il dottor Maffei, zio della sua amica Elisa. - Dalla bocca e dal naso l’acqua potrebbe entrarti semmai nei polmoni, oppure nello stomaco - le aveva spiegato - ma nel cervello assolutamente no. - Era un pensiero rassicurante, che l’aveva guarita dalla paura. 5a sequenza  A nove anni Prisca si tuffava con la bocca serrata, stringendosi il naso con due dita, e aveva imparato a nuotare con la testa mezzo sotto. Sapeva fare anche “il morto” in modo perfetto completamente immersa: non solo le orecchie, ma persino gli occhi, aperti, anche se bruciavano un po’. Fuori restavano solo le narici, un millimetro appena sopra il pelo dell’acqua. da B. Pitzorno, Ascolta il mio cuore, Milano, Mondadori, 1991. La narrazione della storia può svilupparsi in due modi: - se gli eventi sono esposti in ordine cronologico si ha la FABULA; - se i fatti seguono l’ordine che decide l’autore si ha l’INTRECCIO. Cosa significa  Qual è il significato della frase "Ma ti è andato in brodo il cervello"?   Sei diventato matto?   Sei diventato poco intelligente?   Ti è entrato qualcosa nel cervello?  Cosa significa l’espressione “Sei troppo permalosa"?   Rimani male per motivi da nulla.   Piangi troppo.   Sei troppo scorbutica.  Cosa significa “Fare il "morto" in acqua"?   Restare sott’acqua troppo tempo.   Saper galleggiare sull’acqua.   Fare finta di morire. Esplora il testo  Il brano è suddiviso in cinque sequenze. Prova a dare un titolo a ciascuna e scrivilo sulle righe.  Il racconto inizia quando Prisca era piccola e termina quando ha l’età di   Qual è quindi lo schema narrativo utilizzato dall'autore?   Fabula.   Intreccio. Perché?