Leggermente Plus - Lingua e linguaggi 4 Libro accessibile

Il disegno della pecora La mattina dopo a svegliarmi fu una voce che diceva: “Disegnami una pecora!” Di fronte a me c’era un bambino biondo. Gli chiesi: “Ma tu che cosa fai qui?” “Disegnami una pecora!” Allora io presi carta e penna e gli disegnai il mio cappello, cioè il boa con l’elefante dentro. “No!” mi disse. “Non voglio un elefante dentro al boa, voglio una pecora, l’elefante è troppo grande e sul mio pianeta non ci sta!” Allora disegnai una pecora, ma era malaticcia e non la volle. Ne disegnai un’altra a cui feci le corna. “Voglio una pecora, non un ariete!” mi disse. Alla fine disegnai una scatola con tre buchi. “E la pecora?” mi domandò. “Sta dentro!” “Ecco sì, proprio come la volevo!” Poi si preoccupò dell’erba, perché il suo piccolo pianeta non ne aveva molta. “La pecora che ti ho disegnato è piccolissima e di poco appetito!” lo tranquillizzai. E fu così che feci la conoscenza del piccolo Principe. Il piccolo Principe veniva da un altro pianeta. Guardò il disegno. “Meno male che la pecora ha la casetta per la notte!” mi disse. “Se vuoi posso anche disegnarti una corda per la pecora, per non perderla” Divenne serio: “Nel mio pianeta non si può andare molto lontano” mi disse. COMPRENSIONE DEL TESTO Il piccolo Principe scopre il significato del disegno dell’aviatore? Perché vuole un altro disegno? Come mai la prima pecora non gli piace? Come mai non gli piace neppure la seconda? Qual è la preoccupazione del piccolo Principe? Gli servirà la corda per la pecora? Sì. No. Perché? Prova ora a raccontare in breve la storia utilizzando il discorso indiretto. Prova tu a disegnare sul quaderno altri animali secondo il metodo fantastico dell’aviatore e scrivi accanto ad ognuno la spiegazione. Disegna la pecora che piace al piccolo Principe.
Il disegno della pecora La mattina dopo a svegliarmi fu una voce che diceva: “Disegnami una pecora!” Di fronte a me c’era un bambino biondo. Gli chiesi: “Ma tu che cosa fai qui?” “Disegnami una pecora!” Allora io presi carta e penna e gli disegnai il mio cappello, cioè il boa con l’elefante dentro. “No!” mi disse. “Non voglio un elefante dentro al boa, voglio una pecora, l’elefante è troppo grande e sul mio pianeta non ci sta!” Allora disegnai una pecora, ma era malaticcia e non la volle. Ne disegnai un’altra a cui feci le corna. “Voglio una pecora, non un ariete!” mi disse. Alla fine disegnai una scatola con tre buchi. “E la pecora?” mi domandò. “Sta dentro!” “Ecco sì, proprio come la volevo!” Poi si preoccupò dell’erba, perché il suo piccolo pianeta non ne aveva molta. “La pecora che ti ho disegnato è piccolissima e di poco appetito!” lo tranquillizzai. E fu così che feci la conoscenza del piccolo Principe. Il piccolo Principe veniva da un altro pianeta. Guardò il disegno. “Meno male che la pecora ha la casetta per la notte!” mi disse. “Se vuoi posso anche disegnarti una corda per la pecora, per non perderla” Divenne serio: “Nel mio pianeta non si può andare molto lontano” mi disse. COMPRENSIONE DEL TESTO      Il piccolo Principe scopre il significato del disegno dell’aviatore?      Perché vuole un altro disegno?      Come mai la prima pecora non gli piace?      Come mai non gli piace neppure la seconda?      Qual è la preoccupazione del piccolo Principe?      Gli servirà la corda per la pecora? Sì. No. Perché?      Prova ora a raccontare in breve la storia utilizzando il discorso indiretto.      Prova tu a disegnare sul quaderno altri animali secondo il metodo fantastico dell’aviatore e scrivi accanto ad ognuno la spiegazione.      Disegna la pecora che piace al piccolo Principe.