Filastrocca lupa, Bruno Tognolini – L’uccellino del freddo, Giovanni Pascoli

il testo poetico Filastrocca lupa «Uccellino del freddo è il nome con cui, in alcune regioni, viene chiamato lo sgricciolo, un piccolo uccello dal verso acuto e prolungato. Bruno Tognolini Ululava l ululupo Sulla punta d un dirupo Sulla punta d una duna Ululava all ululuna. L uccellino del freddo Giovanni Pascoli GIOCHI DI SUONI Viene il freddo. Giri per dirlo tu, sgricciolo, intorno le siepi; e sentire fai nel tuo zirlo lo strido di gelo che crepi. Il tuo trillo sembra la brina che sgrigiola, il vetro che incrina trr trr trr terit tirit In ciascuno di questi testi ci sono dei suoni che si ripetono. In Filastrocca lupa si ripete il suono di una vocale: cerchiala di verde. In L uccellino del freddo si ripetono il suono della r, da sola o insieme ad altre consonanti (tr, br, sgr ), e quello della vocale i: evidenziali con due diversi colori. Nei testi poetici la musicalità è data, oltre che dalle rime, anche dai suoni che si ripetono nelle parole. Questa ripetizione si chiama allitterazione. Leggi ad alta voce le poesie e fai sentire bene i suoni che hai cerchiato. Osserva le parole evidenziate nell ultimo verso della poesia L uccellino del freddo . Le parole evidenziate sono onomatopee, cioè parole che riproducono un suono o un rumore. Di quale suono si tratta? Il ghiaccio che si forma. Il verso dello sgricciolo. Nel testo L uccellino del freddo sono presenti alcune parole onomatopeiche, cioè parole che assomigliano , nel suono, al loro significato. La parola zirlo indica il verso dello sgricciolo. Ti ricorda un suono simile a: un fischio. uno scoppio. A volte i poeti usano onomatopee, cioè parole che imitano un suono, e parole onomatopeiche, cioè parole che richiamano nel suono il loro significato. 75

Filastrocca lupa, Bruno Tognolini – L’uccellino del freddo, Giovanni Pascoli