Il giardino, Rachel van Kooij

IL TESTO DESCRITTIVO Il giardino Rachel van Kooij, La strega del giardino, Piemme Tobias è stufo del piccolo campo giochi del condominio in cui abita. Insieme alla sua amica Stefanie, va in cerca di uno spazio più grande in cui giocare. Lo intravedono al di là di un alto recinto, che cercano di superare aiutandosi con una corda. Tobias si stirò e afferrò la corda con entrambe le mani. Fece un salto. I suoi piedi atterrarono sul secondo nodo. La corda oscillava qua e là. Ancora cinque nodi, pensò Tobias disperato. Come avrebbe potuto farcela? All’improvviso la corda si tese. Tobias guardò giù. Stefanie teneva in mano l’estremità della corda. - Così è molto più facile - disse con calma. Ed era vero. Con stupore Tobias riuscì ad arrampicarsi, un nodo dopo l’altro. Con le ultime forze appoggiò sul ramo grosso prima un braccio, poi una gamba. La corteccia ruvida gli spinse la T-shirt di lato e gli graffiò la pelle. Faceva male. Si sedette ansimando sul ramo e guardò oltre la staccionata. - Non dirmi che cosa vedi! - gridò Stefanie da sotto. - Voglio scoprirlo da me. Si sollevò e lo raggiunse con l’agilità di una scimmietta. Subito dietro la staccionata cresceva una fitta siepe. Al di là dei cespugli c’era una distesa selvaggia di arbusti e di alberi. - Un bosco, un vero bosco - sussurrò Stefanie. Tobias scosse il capo. - Non è un bosco, ma un giardino - la corresse. - Come lo sai? - chiese Stefanie. - Vedi quegli alberi nodosi? - Tobias indicò un gruppo di alberi. - Sono meli. E laggiù c’è un ciliegio. Se guardi bene riesci a vedere le ciliegie mature. Scrutarono entrambi il paesaggio verde inselvatichito.Tobias scopriva sempre qualcosa di nuovo e lo mostrava a Stefanie.I lunghi tralci dei cespugli di more che crescevano su un muro di pietra in rovina. Una macchia di lamponi. Arbusti incolti di bosso che forse un tempo erano stati potati in forme ornamentali. La struttura in ferro di una panca da giardino, adesso invasa dalla camomilla, dalle margherite dei prati e dalla digitale con i suoi fiori inconfondibili. Un albero secco completamente ricoperto di rose rampicanti bianche. Soffici e scuri tappeti muscosi tra le radici di una possente quercia. Tra gli alberi un sentiero di lastre di pietra spaccate, sul quale in molti punti era cresciuta l’erba, portava a una radura. Udivano il fruscio delle foglie e sentivano il profumo di fresco delle fronde verdi e della terra bruna. Avevano dimenticato entrambi il cantiere spoglio, afoso e pieno di polvere, avevano dimenticato il cemento grigio della città e il chiasso delle automobili. Il giardino riempiva i loro occhi, le loro orecchie e i loro nasi. - Devo andare giù - disse Tobias pieno di entusiasmo. Voleva toccare gli alberi, annusare i fiori, camminare sul muschio soffice e seguire il sentiero lastricato. Stefanie esitava. Anche lei sentiva l’incanto del giardino e il desiderio di entrarci. Ma guardare oltre la staccionata da un posto sicuro era una cosa, entrare in una natura selvaggia e sconosciuta era tutt’altra cosa. - Non credo che sia una buona idea - disse. - Chissà, forse qui abita ancora qualcuno. - Non ci allontaneremo molto - promise Tobias. A un tratto era lui quello coraggioso. - Con la corda possiamo andarcene quando vogliamo e in fretta. - Quando ci siamo arrampicati non sei stato molto veloce - disse Stefanie. Tobias la ignorò. Doveva entrare nel giardino. Digitale: pianta con i caratteristici fiori “a grappolo”. I DATI SENSORIALI ● Nel racconto è inserita un’ampia descrizione del giardino. Indicala con una barra rossa a lato del testo. ● Nella descrizione del giardino l’autrice utilizza, oltre alla vista, anche il tatto, l’olfatto e l’udito. Individua nel testo i dati che riguardano i sensi e scrivili sul quaderno in una tabella come quella a lato. Vista Tatto Udito Olfatto ● Nella descrizione mancano i dati sensoriali del gusto. Riscrivi queste frasi sul quaderno e aggiungi uno o più aggettivi legati al senso del gusto. I lunghi tralci dei cespugli di more che crescevano su un muro di pietra in rovina. Una macchia di lamponi. Nei racconti ci sono spesso momenti di pausa; l’azione si ferma e l’attenzione si concentra su luoghi, persone o oggetti che sono descritti utilizzando i dati sensoriali.
IL TESTO DESCRITTIVO     Il giardino Rachel van Kooij, La strega del giardino, Piemme Tobias è stufo del piccolo campo giochi del condominio in cui abita. Insieme alla sua amica Stefanie, va in cerca di uno spazio più grande in cui giocare. Lo intravedono al di là di un alto recinto, che cercano di superare aiutandosi con una corda. Tobias si stirò e afferrò la corda con entrambe le mani. Fece un salto. I suoi piedi atterrarono sul secondo nodo. La corda oscillava qua e là. Ancora cinque nodi, pensò Tobias disperato. Come avrebbe potuto farcela? All’improvviso la corda si tese. Tobias guardò giù. Stefanie teneva in mano l’estremità della corda. - Così è molto più facile - disse con calma. Ed era vero. Con stupore Tobias riuscì ad arrampicarsi, un nodo dopo l’altro. Con le ultime forze appoggiò sul ramo grosso prima un braccio, poi una gamba. La corteccia ruvida gli spinse la T-shirt di lato e gli graffiò la pelle. Faceva male. Si sedette ansimando sul ramo e guardò oltre la staccionata. - Non dirmi che cosa vedi! - gridò Stefanie da sotto. - Voglio scoprirlo da me. Si sollevò e lo raggiunse con l’agilità di una scimmietta. Subito dietro la staccionata cresceva una fitta siepe. Al di là dei cespugli c’era una distesa selvaggia di arbusti e di alberi. - Un bosco, un vero bosco - sussurrò Stefanie. Tobias scosse il capo. - Non è un bosco, ma un giardino - la corresse. - Come lo sai? - chiese Stefanie. - Vedi quegli alberi nodosi? - Tobias indicò un gruppo di alberi. - Sono meli. E laggiù c’è un ciliegio. Se guardi bene riesci a vedere le ciliegie mature. Scrutarono entrambi il paesaggio verde inselvatichito.Tobias scopriva sempre qualcosa di nuovo e lo mostrava a Stefanie.I lunghi tralci dei cespugli di more che crescevano su un muro di pietra in rovina. Una macchia di lamponi. Arbusti incolti di bosso che forse un tempo erano stati potati in forme ornamentali. La struttura in ferro di una panca da giardino, adesso invasa dalla camomilla, dalle margherite dei prati e dalla digitale con i suoi fiori inconfondibili. Un albero secco completamente ricoperto di rose rampicanti bianche. Soffici e scuri tappeti muscosi tra le radici di una possente quercia. Tra gli alberi un sentiero di lastre di pietra spaccate, sul quale in molti punti era cresciuta l’erba, portava a una radura. Udivano il fruscio delle foglie e sentivano il profumo di fresco delle fronde verdi e della terra bruna. Avevano dimenticato entrambi il cantiere spoglio, afoso e pieno di polvere, avevano dimenticato il cemento grigio della città e il chiasso delle automobili. Il giardino riempiva i loro occhi, le loro orecchie e i loro nasi. - Devo andare giù - disse Tobias pieno di entusiasmo. Voleva toccare gli alberi, annusare i fiori, camminare sul muschio soffice e seguire il sentiero lastricato. Stefanie esitava. Anche lei sentiva l’incanto del giardino e il desiderio di entrarci. Ma guardare oltre la staccionata da un posto sicuro era una cosa, entrare in una natura selvaggia e sconosciuta era tutt’altra cosa. - Non credo che sia una buona idea - disse. - Chissà, forse qui abita ancora qualcuno. - Non ci allontaneremo molto - promise Tobias. A un tratto era lui quello coraggioso. - Con la corda possiamo andarcene quando vogliamo e in fretta. - Quando ci siamo arrampicati non sei stato molto veloce - disse Stefanie. Tobias la ignorò. Doveva entrare nel giardino. Digitale: pianta con i caratteristici fiori “a grappolo”. I DATI SENSORIALI ● Nel racconto è inserita un’ampia descrizione del giardino. Indicala con una barra rossa a lato del testo. ● Nella descrizione del giardino l’autrice utilizza, oltre alla vista, anche il tatto, l’olfatto e l’udito. Individua nel testo i dati che riguardano i sensi e scrivili sul quaderno in una tabella come quella a lato. Vista Tatto Udito Olfatto ● Nella descrizione mancano i dati sensoriali del gusto. Riscrivi queste frasi sul quaderno e aggiungi uno o più aggettivi legati al senso del gusto. I lunghi tralci dei cespugli di more che crescevano su un muro di pietra in rovina. Una macchia di lamponi.  Nei racconti ci sono spesso momenti di pausa; l’azione si ferma e l’attenzione si concentra su luoghi, persone o oggetti che sono descritti utilizzando i dati sensoriali.