Dalla Terra alla Luna, Rudolf E. Raspe e Gottfried A. Bürger

IL RACCONTO UMORISTICO Dalla Terra alla Luna Rudolf E. Raspe, Gottfried A. Bürger, Le avventure del barone di Münchausen, Biancoenero Il barone di Münchausen, diventato schiavo del Sultano, si arrampica... sulla Luna! Ero uno schiavo, ma per la verità il mio lavoro non era per niente faticoso, era solo molto, molto noioso. Dovevo, infatti, portare a pascolare le api del Sultano nei prati tutto il giorno, per poi a sera riportarle tutte sane e salve nelle loro arnie. Una sera mi accorsi che all’appello mancava un’ape e poco dopo scoprii che due orsi la stavano aggredendo per rubarle il miele. Con me avevo solo la piccola ascia d’argento, che è il distintivo dei giardinieri del Sultano. Non avendo altro, la lanciai contro gli orsi. Ma ahimè, questa volta la mia forza prodigiosa mi mise nei guai, perché la piccola ascia d’argento, lanciata dal mio potentissimo braccio, dopo aver colpito gli orsi, fece un volo che la mandò dritta sulla Luna. Come potevo recuperarla? Con quale scala potevo arrivare fino lassù? Mi ricordai che i fagioli turchi crescono molto velocemente e fino ad altezze sorprendenti. Ne piantai subito uno ed effettivamente in poco tempo dal terreno germogliò una pianta che crebbe fino ad attorcigliarsi a un corno della Luna. Non fu per niente faticoso salire, fu molto più faticoso trovare l’ascia d’argento, perché come potete immaginare sulla Luna è tutto d’argento. Infine, ad ogni modo, la trovai. Era finita su un mucchio di paglia. Intrecciai la paglia fino a farne una bella corda lunga, anche se non abbastanza lunga da riportarmi fino alla Terra. Comunque, fissai la corda a un corno della Luna e cominciai a calarmi giù. Quando giunsi alla fine della corda, tagliai il pezzo sopra la mia testa e lo attaccai di sotto. E facendo così tante volte, riuscii ad avvicinarmi un bel po’ alla Terra. Però, a furia di tagliare e legare, la corda si rovinò e, quando ero ancora 2 miglia sopra il giardino del Sultano, si spezzò e io piombai al suolo, facendo una buca profonda 18 metri. Meno male che erano 40 anni che non mi tagliavo le unghie! Con queste riuscii a scavare nella terra una scala che mi riportò in superficie. I FATTI ● Secondo te, questo racconto è: un racconto umoristico realistico. un racconto umoristico fantastico. ● Perché? Segna con ✗ una o più risposte. Il protagonista si comporta in modo strano. Ci sono molte battute. I fatti narrati sono incredibili. Presenta fatti “normali” in modo buffo. ● Sottolinea nel racconto i fatti che ti sembrano più assurdi e incredibili. Nei racconti umoristici i fatti narrati sono buffi, comici, esagerati; spesso sono impossibili, cioè non si possono verificare nella realtà.
IL RACCONTO UMORISTICO     Dalla Terra alla Luna Rudolf E. Raspe, Gottfried A. Bürger, Le avventure del barone di Münchausen, Biancoenero Il barone di Münchausen, diventato schiavo del Sultano, si arrampica... sulla Luna! Ero uno schiavo, ma per la verità il mio lavoro non era per niente faticoso, era solo molto, molto noioso. Dovevo, infatti, portare a pascolare le api del Sultano nei prati tutto il giorno, per poi a sera riportarle tutte sane e salve nelle loro arnie. Una sera mi accorsi che all’appello mancava un’ape e poco dopo scoprii che due orsi la stavano aggredendo per rubarle il miele. Con me avevo solo la piccola ascia d’argento, che è il distintivo dei giardinieri del Sultano. Non avendo altro, la lanciai contro gli orsi. Ma ahimè, questa volta la mia forza prodigiosa mi mise nei guai, perché la piccola ascia d’argento, lanciata dal mio potentissimo braccio, dopo aver colpito gli orsi, fece un volo che la mandò dritta sulla Luna. Come potevo recuperarla? Con quale scala potevo arrivare fino lassù? Mi ricordai che i fagioli turchi crescono molto velocemente e fino ad altezze sorprendenti. Ne piantai subito uno ed effettivamente in poco tempo dal terreno germogliò una pianta che crebbe fino ad attorcigliarsi a un corno della Luna. Non fu per niente faticoso salire, fu molto più faticoso trovare l’ascia d’argento, perché come potete immaginare sulla Luna è tutto d’argento. Infine, ad ogni modo, la trovai. Era finita su un mucchio di paglia. Intrecciai la paglia fino a farne una bella corda lunga, anche se non abbastanza lunga da riportarmi fino alla Terra. Comunque, fissai la corda a un corno della Luna e cominciai a calarmi giù. Quando giunsi alla fine della corda, tagliai il pezzo sopra la mia testa e lo attaccai di sotto. E facendo così tante volte, riuscii ad avvicinarmi un bel po’ alla Terra. Però, a furia di tagliare e legare, la corda si rovinò e, quando ero ancora 2 miglia sopra il giardino del Sultano, si spezzò e io piombai al suolo, facendo una buca profonda 18 metri. Meno male che erano 40 anni che non mi tagliavo le unghie! Con queste riuscii a scavare nella terra una scala che mi riportò in superficie. I FATTI ● Secondo te, questo racconto è:   un racconto umoristico realistico.   un racconto umoristico fantastico. ● Perché? Segna con ✗ una o più risposte.   Il protagonista si comporta in modo strano.   Ci sono molte battute.   I fatti narrati sono incredibili.   Presenta fatti “normali” in modo buffo. ● Sottolinea nel racconto i fatti che ti sembrano più assurdi e incredibili.  Nei racconti umoristici i fatti narrati sono buffi, comici, esagerati; spesso sono impossibili, cioè non si possono verificare nella realtà.