Itamar e il leprotto, David Grossman

IL RACCONTO FANTASTICO Itamar e il leprotto David Grossman, Le avventure di Itamar, Mondadori Junior Itamar è un bambino che ha una esagerata paura delle lepri... Itamar pensa: “La lepre è un animale molto pericoloso”. Gli passano per la testa anche pensieri come questo: “La lepre è un animale grande come l’elefante e ha denti per tutto il corpo. Perfino sulla coda”. Egli è certo che le lepri sbranano i bambini. E non si può convincerlo che sbaglia. Non vuol stare nemmeno a sentire. Ma un giorno succede qualcosa d’importante. Itamar fa una passeggiata col babbo e la mamma. Passeggiando, arrivano in un boschetto. Il babbo e la mamma si siedono sopra una pietra e si mettono a parlare. Itamar va dietro un albero, si mette tranquillo a giocare con delle pietre e sente i genitori che parlano di lui: che bisogna insegnargli a vestirsi in fretta, la mattina, e a non stare lì a sognare e arrivare poi tardi alla scuola materna. Improvvisamente arriva di corsa un coso piccolo piccolo e tanto grazioso e quasi si scontra con Itamar. Tutti e due si spaventano e gridano assieme: - Mamma mia! Il coso piccolo piccolo e tanto grazioso guarda Itamar. Ha una pelliccia bruna, una coda molto corta, lunghe orecchie e un musetto piccolo. Il musetto trema un poco dalla paura. - Chi sei? - chiede il coso. - Sono Itamar - risponde il bambino. - Che sollievo! - dice il coso. - Temevo che tu fossi un bambino. - Ma che c’è d’aver paura? - dice Itamar, meravigliato. - Ho tanta paura dei bambini - spiega il piccolo coso e fa un saltino in aria - e dovresti stare attento anche tu, perché i bambini sono molto pericolosi! - Macché - dice Itamar. - Sì che è vero - dice il piccolo coso, congiungendo a forbice le sue lunghe orecchie. - Mi hanno detto che sono molto pericolosi e che sbranano le lepri. - Non sbranano nessuno - dice Itamar. - Mangiano le solite pietanze e qualche volta non hanno nemmeno appetito. - Sono molto cattivi - dice il coso con la pelliccia bruna, e si guarda attorno con paura. - Sono grandi come... come... forse come elefanti. Sì. E hanno denti dappertutto. Hanno denti perfino sulla coda. Itamar si mette a ridere: - Ma se non ce l’hanno neanche, la coda! E non sono grandi come un elefante. Sono grandi esattamente come... come... come me! Non di più e non di meno. - Un momento, un momento! - dice in fretta il piccolo coso.- Come mai sai tante cose su di loro? Hai visto qualche volta un bambino? - Sono io stesso un bambino! - dice Itamar, ridendo. Il coso dà un piccolo grido e le orecchie gli tremano. - Tu sei un bambino?! Tu sei un bambino?! - e fa l’atto di fuggire nel bosco. Ma subito si ferma, si volge indietro e guarda Itamar con curiosità: - Ma non ho l’impressione che tu sia tanto cattivo - dice. - E infatti, non sono cattivo - dice Itamar. - E non ho nemmeno tanti denti su tutto il corpo. Solo nella bocca - aggiunge e glieli mostra. - Ho l’impressione che ora non avrò più paura di te - dice il coso. - Cerca di farmi un po’ di paura e così saprò se ho paura di te. Itamar grida: - Gimalaià-Gim! - come griderebbe ai draghi se qualche volta bussassero alla porta, ma il coso non ha paura. Si avvicina e si siede accanto a Itamar, appoggiandosi un poco a lui. - Potremo essere amici - dice Itamar - ma non mi hai detto chi sei. - Ah - dice il coso - sono una lepre. - Una lepre?! - grida Itamar. - Tu sei una lepre? - e balza in piedi e comincia a scappare. Ma subito si ferma e guarda la piccola lepre. - Non ho l’impressione che tu sia cattiva - dice Itamar. - E non hai neppure tanti denti. - Solo nella bocca - dice la lepre e glieli mostra. - Forse non ho tanta paura di te - dice Itamar - ma cerca di farmi un po’ di paura e così saprò se ho paura di te o non ne ho più. La lepre grida: - Susu-Busu, iam pam pusu! - come grida ai terribili draghi per spaventarli, ma Itamar quasi non ha paura. - Vieni - le dice Itamar - giochiamo. I FATTI ● Questo racconto è: realistico. fantastico. ● La vicenda si svolge in un tempo: indefinito. definito. Sottolinea il punto del testo in cui lo si capisce. ● In quale parte del racconto si comincia a capire che la vicenda è fantastica? Fai una freccina colorata accanto al testo. ● Che cosa c’è nel racconto che non potrebbe accadere nella realtà? Itamar e il leprotto parlano. Itamar e il leprotto hanno paura uno dell’altro. Itamar e il leprotto giocano insieme. Il racconto fantastico racconta vicende che non potrebbero accadere nella realtà, create dalla fantasia dell’autore.
IL RACCONTO FANTASTICO     Itamar e il leprotto David Grossman, Le avventure di Itamar, Mondadori Junior Itamar è un bambino che ha una esagerata paura delle lepri... Itamar pensa: “La lepre è un animale molto pericoloso”. Gli passano per la testa anche pensieri come questo: “La lepre è un animale grande come l’elefante e ha denti per tutto il corpo. Perfino sulla coda”. Egli è certo che le lepri sbranano i bambini. E non si può convincerlo che sbaglia. Non vuol stare nemmeno a sentire. Ma un giorno succede qualcosa d’importante. Itamar fa una passeggiata col babbo e la mamma. Passeggiando, arrivano in un boschetto. Il babbo e la mamma si siedono sopra una pietra e si mettono a parlare. Itamar va dietro un albero, si mette tranquillo a giocare con delle pietre e sente i genitori che parlano di lui: che bisogna insegnargli a vestirsi in fretta, la mattina, e a non stare lì a sognare e arrivare poi tardi alla scuola materna. Improvvisamente arriva di corsa un coso piccolo piccolo e tanto grazioso e quasi si scontra con Itamar. Tutti e due si spaventano e gridano assieme: - Mamma mia! Il coso piccolo piccolo e tanto grazioso guarda Itamar. Ha una pelliccia bruna, una coda molto corta, lunghe orecchie e un musetto piccolo. Il musetto trema un poco dalla paura. - Chi sei? - chiede il coso. - Sono Itamar - risponde il bambino. - Che sollievo! - dice il coso. - Temevo che tu fossi un bambino. - Ma che c’è d’aver paura? - dice Itamar, meravigliato. - Ho tanta paura dei bambini - spiega il piccolo coso e fa un saltino in aria - e dovresti stare attento anche tu, perché i bambini sono molto pericolosi! - Macché - dice Itamar. - Sì che è vero - dice il piccolo coso, congiungendo a forbice le sue lunghe orecchie. - Mi hanno detto che sono molto pericolosi e che sbranano le lepri. - Non sbranano nessuno - dice Itamar. - Mangiano le solite pietanze e qualche volta non hanno nemmeno appetito. - Sono molto cattivi - dice il coso con la pelliccia bruna, e si guarda attorno con paura. - Sono grandi come... come... forse come elefanti. Sì. E hanno denti dappertutto. Hanno denti perfino sulla coda. Itamar si mette a ridere: - Ma se non ce l’hanno neanche, la coda! E non sono grandi come un elefante. Sono grandi esattamente come... come... come me! Non di più e non di meno. - Un momento, un momento! - dice in fretta il piccolo coso.- Come mai sai tante cose su di loro? Hai visto qualche volta un bambino? - Sono io stesso un bambino! - dice Itamar, ridendo. Il coso dà un piccolo grido e le orecchie gli tremano. - Tu sei un bambino?! Tu sei un bambino?! - e fa l’atto di fuggire nel bosco. Ma subito si ferma, si volge indietro e guarda Itamar con curiosità: - Ma non ho l’impressione che tu sia tanto cattivo - dice. - E infatti, non sono cattivo - dice Itamar. - E non ho nemmeno tanti denti su tutto il corpo. Solo nella bocca - aggiunge e glieli mostra. - Ho l’impressione che ora non avrò più paura di te - dice il coso. - Cerca di farmi un po’ di paura e così saprò se ho paura di te. Itamar grida: - Gimalaià-Gim! - come griderebbe ai draghi se qualche volta bussassero alla porta, ma il coso non ha paura. Si avvicina e si siede accanto a Itamar, appoggiandosi un poco a lui. - Potremo essere amici - dice Itamar - ma non mi hai detto chi sei. - Ah - dice il coso - sono una lepre. - Una lepre?! - grida Itamar. - Tu sei una lepre? - e balza in piedi e comincia a scappare. Ma subito si ferma e guarda la piccola lepre. - Non ho l’impressione che tu sia cattiva - dice Itamar. - E non hai neppure tanti denti. - Solo nella bocca - dice la lepre e glieli mostra. - Forse non ho tanta paura di te - dice Itamar - ma cerca di farmi un po’ di paura e così saprò se ho paura di te o non ne ho più. La lepre grida: - Susu-Busu, iam pam pusu! - come grida ai terribili draghi per spaventarli, ma Itamar quasi non ha paura. - Vieni - le dice Itamar - giochiamo. I FATTI ● Questo racconto è:   realistico.   fantastico. ● La vicenda si svolge in un tempo:   indefinito.   definito. Sottolinea il punto del testo in cui lo si capisce. ● In quale parte del racconto si comincia a capire che la vicenda è fantastica? Fai una freccina colorata accanto al testo. ● Che cosa c’è nel racconto che non potrebbe accadere nella realtà?   Itamar e il leprotto parlano.   Itamar e il leprotto hanno paura uno dell’altro.   Itamar e il leprotto giocano insieme.  Il racconto fantastico racconta vicende che non potrebbero accadere nella realtà, create dalla fantasia dell’autore.