Il diario di Anna Frank, Maria Giuliana Saletta

IL DIARIO Il diario di Anna Frank Maria Giuliana Saletta, Il diario di Anna Frank, La Spiga Domenica 14 giugno 1942 Ero sveglia presto venerdì 12 giugno, certo, era il mio compleanno! Ma non mi potevo alzare alle sei, non ne ho il permesso, così ho dovuto aspettare fino alle sei e tre quarti. Impossibile frenare oltre la mia curiosità. Andai in sala da pranzo poi, appena passate le sette, andai in salotto per spacchettare i miei regali: tu eri il primo, forse uno dei più belli. Tra i doni c’erano anche un mazzo di rose, delle peonie e nel pomeriggio arrivarono: un gioco di società, dei libri, un puzzle, una spilla e tanti dolci, tutti mi hanno viziata. A scuola, durante l’intervallo, ho offerto dei biscottini ai professori e ai compagni. Ora devo smettere di scrivere. Diario mio, sei bellissimo! Sabato 20 giugno 1942 Per alcuni giorni non ho scritto nulla, dovevo riflettere su questa idea del diario. Mi fa uno strano effetto scrivere un diario. Non solo perché non ho mai scritto, ma perché penso che tra qualche tempo né io né altri potremo trovare interessanti gli sfoghi di una ragazzina di tredici anni. Però, a me piace scrivere e sento il bisogno di sfogarmi e di parlare un po’ di tutto. La carta è più paziente degli uomini. Sì, la carta è paziente, e io non ho nessuna intenzione di far leggere ad altri il mio diario, a meno che non mi capiti un giorno di trovare un amico o un’amica che siano veramente l’amico o l’amica. Ecco da dove è partita l’idea del diario: io non ho un’amica. Nessuno crederà mai che una ragazza di tredici anni sia sola al mondo. Infatti non è vero: ho due bravi genitori e una sorella di sedici anni. Conosco circa una trentina di ragazze, quelle che, di solito, si chiamano amiche. Ho anche diversi ammiratori tra i ragazzi. No, apparentemente non mi manca nulla, tranne l’amica del cuore. Con nessuna delle persone che conosco riesco a fare un discorso serio, parliamo solo di argomenti banali. Quindi, farò del diario la mia amica e si chiamerà Kitty. Anna Frank L’autrice del diario di cui hai letto le prime pagine è una ragazzina tedesca, che ha vissuto la breve vita durante la Seconda guerra mondiale. Quando era piccola Anna, che era ebrea, dovette lasciare la Germania; insieme alla sua famiglia si trasferì nei Paesi Bassi. Dopo pochi anni però anche nei Paesi Bassi iniziò la persecuzione degli ebrei: Anna e la sua famiglia furono costretti a nascondersi. Per 15 mesi vissero nascosti in un alloggio segreto, poi furono arrestati e portati in una campo di concentramento. Della famiglia di Anna sopravvisse solo il padre, che ritrovò il diario e lo fece pubblicare. Il diario di Anna è stato tradotto in 70 lingue, ed è diventato il diario più famoso del mondo. IL DIARIO VERO ● Sottolinea nel testo le risposte a queste domande. • In quale giorno Anna riceve il diario? • In quale giorno inizia a scrivere? • Quanti anni ha? • Perché Anna decide di tenere un diario? • Chi potrà leggere il diario di Anna? • Perché si inventa un’amica a cui scrivere? • Quale nome le dà? ● Dopo avere letto la storia di Anna Frank, rispondi. • I fatti narrati sono veri? Sì. No. • Autore e narratore dei fatti sono la stessa persona? Sì. No. Nei diari veri, autore e narratore sono la stessa persona.
IL DIARIO     Il diario di Anna Frank Maria Giuliana Saletta, Il diario di Anna Frank, La Spiga Domenica 14 giugno 1942 Ero sveglia presto venerdì 12 giugno, certo, era il mio compleanno! Ma non mi potevo alzare alle sei, non ne ho il permesso, così ho dovuto aspettare fino alle sei e tre quarti. Impossibile frenare oltre la mia curiosità. Andai in sala da pranzo poi, appena passate le sette, andai in salotto per spacchettare i miei regali: tu eri il primo, forse uno dei più belli. Tra i doni c’erano anche un mazzo di rose, delle peonie e nel pomeriggio arrivarono: un gioco di società, dei libri, un puzzle, una spilla e tanti dolci, tutti mi hanno viziata. A scuola, durante l’intervallo, ho offerto dei biscottini ai professori e ai compagni. Ora devo smettere di scrivere. Diario mio, sei bellissimo! Sabato 20 giugno 1942 Per alcuni giorni non ho scritto nulla, dovevo riflettere su questa idea del diario. Mi fa uno strano effetto scrivere un diario. Non solo perché non ho mai scritto, ma perché penso che tra qualche tempo né io né altri potremo trovare interessanti gli sfoghi di una ragazzina di tredici anni. Però, a me piace scrivere e sento il bisogno di sfogarmi e di parlare un po’ di tutto. La carta è più paziente degli uomini. Sì, la carta è paziente, e io non ho nessuna intenzione di far leggere ad altri il mio diario, a meno che non mi capiti un giorno di trovare un amico o un’amica che siano veramente l’amico o l’amica. Ecco da dove è partita l’idea del diario: io non ho un’amica. Nessuno crederà mai che una ragazza di tredici anni sia sola al mondo. Infatti non è vero: ho due bravi genitori e una sorella di sedici anni. Conosco circa una trentina di ragazze, quelle che, di solito, si chiamano amiche. Ho anche diversi ammiratori tra i ragazzi. No, apparentemente non mi manca nulla, tranne l’amica del cuore. Con nessuna delle persone che conosco riesco a fare un discorso serio, parliamo solo di argomenti banali. Quindi, farò del diario la mia amica e si chiamerà Kitty. Anna Frank L’autrice del diario di cui hai letto le prime pagine è una ragazzina tedesca, che ha vissuto la breve vita durante la Seconda guerra mondiale. Quando era piccola Anna, che era ebrea, dovette lasciare la Germania; insieme alla sua famiglia si trasferì nei Paesi Bassi. Dopo pochi anni però anche nei Paesi Bassi iniziò la persecuzione degli ebrei: Anna e la sua famiglia furono costretti a nascondersi. Per 15 mesi vissero nascosti in un alloggio segreto, poi furono arrestati e portati in una campo di concentramento. Della famiglia di Anna sopravvisse solo il padre, che ritrovò il diario e lo fece pubblicare. Il diario di Anna è stato tradotto in 70 lingue, ed è diventato il diario più famoso del mondo. IL DIARIO VERO ● Sottolinea nel testo le risposte a queste domande. • In quale giorno Anna riceve il diario? • In quale giorno inizia a scrivere? • Quanti anni ha? • Perché Anna decide di tenere un diario? • Chi potrà leggere il diario di Anna? • Perché si inventa un’amica a cui scrivere? • Quale nome le dà? ● Dopo avere letto la storia di Anna Frank, rispondi. • I fatti narrati sono veri?   Sì.   No. • Autore e narratore dei fatti sono la stessa persona?   Sì.   No.  Nei diari veri, autore e narratore sono la stessa persona.