Che lettura! - Letture 4 Sfoglialibro

Brr... che paura! avvolto nell ombra. Ora potevano vedere i suoi occhi, come punte di spillo arroventate nelle orbite nere, che li fissavano. Be sbottò Tom. Fuori i dolci, presto, o vi giocheremo qualche brutto scherzo! Scherzo sorrise l ombra. Dolci? Sissignore. L alta figura cessò bruscamente di sorridere. Niente dolci disse. Solo uno scherzo! E sbatté loro la porta in faccia! La casa rintronò in un nuvolone di polvere. Polvere fioccava dalle grondaie, dalle finestre spalancate, dalle assi sconnesse del portico. I ragazzi fissarono sbalorditi la porta sbarrata. Il battente con la faccia del vecchio sogghignava. Che significa? esclamò Tom. Niente dolci, solo uno scherzo? Facendo marcia indietro lungo la casa furono sorpresi dai suoni che ne uscivano. Sussurri, squittii, scricchiolii, lamenti, bisbigli, accompagnati dal vento della notte. A ogni passo la casa gemeva e brontolava sottovoce. Erano arrivati al retro della casa quando si arrestarono. L albero era là. Un albero così non l avevano mai visto. Sorgeva in mezzo a un grande cortile dietro quella dimora misteriosa. Era alto più di trenta metri. Dall albero pendevano migliaia di zucche di ogni forma e grossezza, in mille sfumature di giallo e di arancione. Le zucche sull albero non erano delle semplici zucche. In ognuna era tagliata una faccia differente, ogni occhio era quello di uno sconosciuto, ogni naso era più strano dell altro, ogni bocca sogghignava in modo diverso. Dovevano esserci almeno mille zucche che penzolavano dai rami dell albero. Mille sorrisi, mille smorfie. E almeno duemila occhiate, strizzatine, ammiccamenti. I ragazzi osservavano attenti, quando accadde un fatto nuovo. Le zucche dettero segno di vita. Una per una, dai rami più bassi, in ogni zucca si accese una candela. Prima una, poi l altra, poi un altra ancora, sempre più su, tre zucche qui, sette zucche là. Una dozzina, in centinaio, cinquecento, mille zucche si accesero. Il fuoco brillava attraverso le fessure degli occhi, fiammelle guizzavano dalle bocche a dentiera, scintille sprizzavano dalle orecchie. Da qualche parte si levò un coro di due, tre, forse quattro voci che cantavano una nenia sul cielo e la terra sprofondati nel sonno. Sembrò che un fumo uscisse dalla bocca di Tom: L Albero di Halloween. I ragazzi in coro bisbigliarono: L Albero di Halloween. Poi silenzio. PAROLE per PENSARE STRANE MAGIE... Che cosa accadrà adesso? Succederanno altre strane magie? Quali? Che cosa faranno i ragazzi? Scrivi tu un finale della storia. 85
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