I Persiani e i gatti sacri, Gianni Rodari

Lontano nel tempo LETTORE ESPERTO I Persiani e i gatti sacri Gianni Rodari, Io e gli altri, Editori Riuniti Migliaia di anni fa, in Egitto, il gatto era un animale sacro. Esso rappresentava la dea Bastet, che prima di diventare una gatta era stata una leonessa. Chi uccideva un gatto era punito con la morte. In onore dei gatti e, naturalmente, della dea Bastet, si celebravano grandi feste, durante le quali tutti andavano intorno miagolando allegramente. Da un capo all altro della città non si sentiva che: Mieo! Mieo! Già, mieo, con la e: così gli antichi Egizi interpretavano il verso del gatto. Una volta Cambise, re dei Medi e dei Persiani, mise insieme un grande esercito per conquistare l Egitto. Attraversò la Siria, la Fenicia, il deserto, ed eccolo di fronte alle truppe del faraone Psammetico, che difendevano gagliardamente il loro Paese. Cambise non sapeva come fare per infrangere la loro resistenza. Rappresentazione della dea egizia Bastet. 104 Il brano che hai letto, secondo te, è di pura fantasia o c è qualcosa di vero? Con l aiuto dell insegnante cerca se nell antico Egitto ci furono veramente un faraone di nome Psammetico e un re dei Persiani di nome Cambise. Cerca se gli antichi Egizi adoravano la dea Bastet, che aveva l aspetto di un gatto. Una sera si presentò alla sua tenda un vecchio, avvolto in un mantello che gli copriva anche il viso. Una spia. Un egiziano che odiava il faraone. Non si sa. Non si sa nemmeno che cosa egli disse di preciso al re Cambise. Si sa soltanto che la mattina dopo tutti i soldati persiani ebbero l ordine di catturare quanti più gatti potessero. Almeno un gatto a testa! diceva l ordine del giorno. I soldati pensavano che il re fosse diventato matto per il dispiacere di non poter battere gli Egiziani, ma obbedirono. Gatti, in Egitto, ce n erano migliaia di migliaia, perché nessuno faceva loro del male. Quando la caccia ebbe termine, ogni soldato aveva il suo gatto tra le braccia e si divertiva a fargli fare le fusa. Cambise diede ordine di avanzare, portando i gatti bene in vista. Intanto i soldati egiziani avevano già incoccato le frecce negli archi, per accogliere gli invasori come meritavano, ma improvvisamente furono colti da orrore: e se le frecce avessero colpito i gatti! Che cosa avrebbe pensato la dea Bastet, se i suoi fedeli avessero massacrato a migliaia gli animali sacri? I Persiani avanzavano, erano a tiro: dalle loro file non venivano grida di guerra ma quel Mieo! Mieo! che faceva rimescolare il sangue nelle vene ai soldati del faraone. Per farla breve, alla fine gli Egiziani si ritirarono piuttosto che uccidere i gatti, e Cambise vinse la battaglia.

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