L’albero di Halloween, Ray Bradbury

BRR... CHE PAURA L’albero di Halloween Ray Bradbury, L’albero di Halloween, Mondadori È la notte di Halloween. Alcuni ragazzi, travestiti da spettri, si avvicinano a una vecchia casa, lugubre e misteriosa. Tremanti di paura, si arrestano davanti al portone. Henry-Hank esclamò: - Guardate! Tutti fissarono il battente della porta. La mano di Tom tremò nel toccarlo. Il battente era modellato sulla faccia di un vecchio uomo con un terribile mal di denti, la mascella fasciata, i capelli ritti, i denti in fuori, gli occhi spiritati. - Bussa - disse Henry-Hank. Tom Skelton afferrò la mascella gelida del vecchio, la sollevò e la fece ricadere. Tutti sobbalzarono al tonfo. L’intera casa rintronò. Le mura scricchiolarono. Poi il portone d’ingresso si scosse, la maniglia girò, il battente con la faccia del vecchio fece una smorfia e l’uscio si aprì. Un vento freddo investì i ragazzi e quasi li fece cadere. Si strinsero spaventati uno contro l’altro. La casa esalava un buio mistero. Dai battenti spalancati il vento attirava in un vortice i ragazzi trascinandoli attraverso il portico. Puntarono i piedi per non essere inghiottiti dall’atrio buio e profondo. Lottarono, gridarono, si avvinghiarono al parapetto. Poi il vento cessò. Un’ombra nera camminava nell’oscurità. Dall’interno della casa, da molto lontano, qualcuno avanzava verso la porta. Chiunque fosse, doveva essere vestito di nero poiché riuscirono a scorgere solo una faccia pallidissima venire avanti. La faccia pallidissima sorrise sinistramente affacciandosi alla porta. Dietro a quel sorriso stava un uomo alto, avvolto nell’ombra. Ora potevano vedere i suoi occhi, come punte di spillo arroventate nelle orbite nere, che li fissavano. - Be’ - sbottò Tom. - Fuori i dolci, presto, o vi giocheremo qualche brutto scherzo! - Scherzo - sorrise l’ombra. - Dolci? - Sissignore. L’alta figura cessò bruscamente di sorridere. - Niente dolci - disse. - Solo… uno scherzo! E sbatté loro la porta in faccia! La casa rintronò in un nuvolone di polvere. Polvere fioccava dalle grondaie, dalle finestre spalancate, dalle assi sconnesse del portico. I ragazzi fissarono sbalorditi la porta sbarrata. Il battente con la faccia del vecchio sogghignava. - Che significa? - esclamò Tom. - Niente dolci, solo uno scherzo? Facendo marcia indietro lungo la casa furono sorpresi dai suoni che ne uscivano. Sussurri, squittii, scricchiolii, lamenti, bisbigli, accompagnati dal vento della notte. A ogni passo la casa gemeva e brontolava sottovoce. Erano arrivati al retro della casa quando si arrestarono. L’albero era là. Un albero così non l’avevano mai visto. Sorgeva in mezzo a un grande cortile dietro quella dimora misteriosa. Era alto più di trenta metri. Dall’albero pendevano migliaia di zucche di ogni forma e grossezza, in mille sfumature di giallo e di arancione. Le zucche sull’albero non erano delle semplici zucche. In ognuna era tagliata una faccia differente, ogni occhio era quello di uno sconosciuto, ogni naso era più strano dell’altro, ogni bocca sogghignava in modo diverso. Dovevano esserci almeno mille zucche che penzolavano dai rami dell’albero. Mille sorrisi, mille smorfie. E almeno duemila occhiate, strizzatine, ammiccamenti. I ragazzi osservavano attenti, quando accadde un fatto nuovo. Le zucche dettero segno di vita. Una per una, dai rami più bassi, in ogni zucca si accese una candela. Prima una, poi l’altra, poi un’altra ancora, sempre più su, tre zucche qui, sette zucche là. Una dozzina, in centinaio, cinquecento, mille zucche si accesero. Il fuoco brillava attraverso le fessure degli occhi, fiammelle guizzavano dalle bocche a dentiera, scintille sprizzavano dalle orecchie. Da qualche parte si levò un coro di due, tre, forse quattro voci che cantavano una nenia sul cielo e la terra sprofondati nel sonno. Sembrò che un fumo uscisse dalla bocca di Tom: - L’Albero di Halloween. I ragazzi in coro bisbigliarono: - L’Albero… di Halloween. Poi silenzio. TESTI per CAPIRE ● Quali particolari del suo aspetto rendono inquietante il misterioso personaggio?Elencali: ........................ ● Qual è lo scherzo a cui si riferisce il misterioso personaggio? ........................ ● L’albero di Halloween si presenta subito come qualcosa di spaventoso per alcune caratteristiche. Quali? ........................ ● Evidenzia nel testo il punto in cui avviene il fatto che sorprende e spaventa di più i ragazzi. ........................ PAROLE per PENSARE star bene a scuola STRANE MAGIE... ● Che cosa accadrà adesso?Succederanno altre strane magie?Quali? Che cosa faranno i ragazzi? Scrivi tu un finale della storia.
BRR... CHE PAURA     L’albero di Halloween Ray Bradbury, L’albero di Halloween, Mondadori È la notte di Halloween. Alcuni ragazzi, travestiti da spettri, si avvicinano a una vecchia casa, lugubre e misteriosa. Tremanti di paura, si arrestano davanti al portone. Henry-Hank esclamò: - Guardate! Tutti fissarono il battente della porta. La mano di Tom tremò nel toccarlo. Il battente era modellato sulla faccia di un vecchio uomo con un terribile mal di denti, la mascella fasciata, i capelli ritti, i denti in fuori, gli occhi spiritati. - Bussa - disse Henry-Hank. Tom Skelton afferrò la mascella gelida del vecchio, la sollevò e la fece ricadere. Tutti sobbalzarono al tonfo. L’intera casa rintronò. Le mura scricchiolarono. Poi il portone d’ingresso si scosse, la maniglia girò, il battente con la faccia del vecchio fece una smorfia e l’uscio si aprì. Un vento freddo investì i ragazzi e quasi li fece cadere. Si strinsero spaventati uno contro l’altro. La casa esalava un buio mistero. Dai battenti spalancati il vento attirava in un vortice i ragazzi trascinandoli attraverso il portico. Puntarono i piedi per non essere inghiottiti dall’atrio buio e profondo. Lottarono, gridarono, si avvinghiarono al parapetto. Poi il vento cessò. Un’ombra nera camminava nell’oscurità. Dall’interno della casa, da molto lontano, qualcuno avanzava verso la porta. Chiunque fosse, doveva essere vestito di nero poiché riuscirono a scorgere solo una faccia pallidissima venire avanti. La faccia pallidissima sorrise sinistramente affacciandosi alla porta. Dietro a quel sorriso stava un uomo alto, avvolto nell’ombra. Ora potevano vedere i suoi occhi, come punte di spillo arroventate nelle orbite nere, che li fissavano. - Be’ - sbottò Tom. - Fuori i dolci, presto, o vi giocheremo qualche brutto scherzo! - Scherzo - sorrise l’ombra. - Dolci? - Sissignore. L’alta figura cessò bruscamente di sorridere. - Niente dolci - disse. - Solo… uno scherzo! E sbatté loro la porta in faccia! La casa rintronò in un nuvolone di polvere. Polvere fioccava dalle grondaie, dalle finestre spalancate, dalle assi sconnesse del portico. I ragazzi fissarono sbalorditi la porta sbarrata. Il battente con la faccia del vecchio sogghignava. - Che significa? - esclamò Tom. - Niente dolci, solo uno scherzo? Facendo marcia indietro lungo la casa furono sorpresi dai suoni che ne uscivano. Sussurri, squittii, scricchiolii, lamenti, bisbigli, accompagnati dal vento della notte. A ogni passo la casa gemeva e brontolava sottovoce. Erano arrivati al retro della casa quando si arrestarono. L’albero era là. Un albero così non l’avevano mai visto. Sorgeva in mezzo a un grande cortile dietro quella dimora misteriosa. Era alto più di trenta metri. Dall’albero pendevano migliaia di zucche di ogni forma e grossezza, in mille sfumature di giallo e di arancione. Le zucche sull’albero non erano delle semplici zucche. In ognuna era tagliata una faccia differente, ogni occhio era quello di uno sconosciuto, ogni naso era più strano dell’altro, ogni bocca sogghignava in modo diverso. Dovevano esserci almeno mille zucche che penzolavano dai rami dell’albero. Mille sorrisi, mille smorfie. E almeno duemila occhiate, strizzatine, ammiccamenti. I ragazzi osservavano attenti, quando accadde un fatto nuovo. Le zucche dettero segno di vita. Una per una, dai rami più bassi, in ogni zucca si accese una candela. Prima una, poi l’altra, poi un’altra ancora, sempre più su, tre zucche qui, sette zucche là. Una dozzina, in centinaio, cinquecento, mille zucche si accesero. Il fuoco brillava attraverso le fessure degli occhi, fiammelle guizzavano dalle bocche a dentiera, scintille sprizzavano dalle orecchie. Da qualche parte si levò un coro di due, tre, forse quattro voci che cantavano una nenia sul cielo e la terra sprofondati nel sonno. Sembrò che un fumo uscisse dalla bocca di Tom: - L’Albero di Halloween. I ragazzi in coro bisbigliarono: - L’Albero… di Halloween. Poi silenzio. TESTI per CAPIRE ● Quali particolari del suo aspetto rendono inquietante il misterioso personaggio?Elencali: ........................ ● Qual è lo scherzo a cui si riferisce il misterioso personaggio? ........................ ● L’albero di Halloween si presenta subito come qualcosa di spaventoso per alcune caratteristiche. Quali? ........................ ● Evidenzia nel testo il punto in cui avviene il fatto che sorprende e spaventa di più i ragazzi. ........................ PAROLE per PENSARE  star bene a scuola STRANE MAGIE... ● Che cosa accadrà adesso?Succederanno altre strane magie?Quali? Che cosa faranno i ragazzi? Scrivi tu un finale della storia.