Pollicino e l’Orco, Carlo Collodi

BRR... CHE PAURA Pollicino e l’Orco Carlo Collodi, I racconti delle fate, Adelphi Mentre Pollicino e i suoi fratelli cominciavano a riscaldarsi, sentirono battere tre o quattro colpi alla porta. Era l’Orco che tornava. In meno d’un baleno, la moglie li nascose tutti sotto il letto ed andò ad aprire. L’Orco domandò subito se la cena era pronta e il vino levato di cantina: e senza perder tempo si mise a tavola. Il montone non era ancora cotto e faceva sempre sangue, e per questo gli parve anche più buono. Poi, fiutando di qua e di là, cominciò a dire che sentiva odore di carne viva. - Sarà forse - disse la moglie, - quel vitello che ho spellato or ora, che vi mette per il naso quest’odore. - E io dico che sento l’odore di carne viva - riprese l’Orco guardando la moglie di traverso, - e qui ci deve essere qualche sotterfugio!... Nel dir così si alzò da tavola e andò difilato verso il letto. - Ah! - egli gridò, - tu volevi dunque ingannarmi, brutta strega? - E tirò fuori di sotto il letto, uno dietro l’altro, Pollicino e i suoi fratelli. Quei poveri bambini si buttarono in ginocchio, chiedendogli perdono, ma avevano da fare col più crudele di tutti gli Orchi, il quale, facendo finta di sentirne compassione, li mangiava di già cogli occhi prima del tempo, dicendo alla moglie che sarebbero stati una pietanza delicata, in specie se li avesse accomodati con una buona salsa. Accomodato: condito. TESTI per CAPIRE ● Perché l’Orco rinuncia a mangiare subito i bambini? Che cosa pensa di fare? ...................... Sottolinea nel testo la frase che ti ha suggerito la risposta. ● Che cosa pensa secondo te Pollicino mentre mette le corone sul capo suo e dei suoi fratellini? • Indica con una ✗ il fumetto giusto e spiega ai compagni il perché della tua scelta. Domani scapperemo con le corone d’oro! Se l’Orco si lascia ingannare, siamo salvi! Finalmente possiamo dormire come dei veri Re! ● Come si concluderà la fiaba? Fai delle ipotesi con i compagni e poi cercate la fiaba originale per verificare! Andò a prendere un coltellaccio, e avvicinandosi a quei poveri figliuoli, lo affilava sopra una lunga pietra che egli teneva nella mano sinistra. E ne aveva già agguantato uno, quando la moglie gli disse: - Che ne volete voi fare a quest’ora? Non sarebbe meglio aspettare a domani? - Chetati, te! - riprese l’Orco. - Ma ve ne avanza ancora tanta della carne! C’è qui un vitello, un montone e un mezzo maiale... - Hai ragione - disse l’Orco, - rimpinzali dunque per bene, perché non abbiano a smagrire, e portali a letto. Quella buona donna, fuor di sé dalla contentezza, dette loro la cena: ma essi non poterono mangiare per la gran paura che avevano addosso. In quanto all’Orco, ricominciò a bere, vuotò una dozzina di bicchieri di più del solito, finché il vino gli diede alla testa e fu obbligato ad andare a letto. L’Orco aveva sette figliuole, sette bambine di un bel colorito, perché, come il padre, si cibavano di carne cruda; ma avevano degli occhiettini grigi e tondi, e il naso a punta e una bocca larghissima, con una rastrelliera di denti lunghi, affilati e staccati l’uno dall’altro. Erano tutte e sette in un gran letto, ciascuna con una corona d’oro sulla testa. Nella stessa camera c’era un altro letto della medesima grandezza. Fu appunto in questo letto che la moglie dell’Orco mise a dormire i sette ragazzi; e dopo andò a coricarsi accanto a suo marito. Pollicino, che s’era accorto che le figlie dell’Orco portavano una corona d’oro in capo, e che aveva sempre paura che l’Orco non si pentisse di averli sgozzati subito, si alzò verso mezzanotte, e prendendo i berretti dei fratelli ed il suo, andò pian pianino a metterli sul capo delle sette figlie dell’Orco, dopo aver loro levata la corona d’oro, che pose sul capo suo e dei suoi fratelli. UNA RICETTA ORCHESCA! ● Che salsa piace a un Orco? In classe, dividetevi in gruppi e scrivete le vostre ricette di salsa per Orchi. 1. Ingredienti e loro quantità: immaginate ed elencate (es. sputo di rospo, bava di lumaca...). 2. Strumenti da usare: scegliete fra quelli illustrati. Contenitori per la cottura La coltelleria Il mestolame 3. Procedimento: scrivete le azioni da fare in ordine (frullare, tritare, mescolare, aggiungere, bollire, cuocere, servire...).
BRR... CHE PAURA     Pollicino e l’Orco Carlo Collodi, I racconti delle fate, Adelphi Mentre Pollicino e i suoi fratelli cominciavano a riscaldarsi, sentirono battere tre o quattro colpi alla porta. Era l’Orco che tornava. In meno d’un baleno, la moglie li nascose tutti sotto il letto ed andò ad aprire. L’Orco domandò subito se la cena era pronta e il vino levato di cantina: e senza perder tempo si mise a tavola. Il montone non era ancora cotto e faceva sempre sangue, e per questo gli parve anche più buono. Poi, fiutando di qua e di là, cominciò a dire che sentiva odore di carne viva. - Sarà forse - disse la moglie, - quel vitello che ho spellato or ora, che vi mette per il naso quest’odore. - E io dico che sento l’odore di carne viva - riprese l’Orco guardando la moglie di traverso, - e qui ci deve essere qualche sotterfugio!... Nel dir così si alzò da tavola e andò difilato verso il letto. - Ah! - egli gridò, - tu volevi dunque ingannarmi, brutta strega? - E tirò fuori di sotto il letto, uno dietro l’altro, Pollicino e i suoi fratelli. Quei poveri bambini si buttarono in ginocchio, chiedendogli perdono, ma avevano da fare col più crudele di tutti gli Orchi, il quale, facendo finta di sentirne compassione, li mangiava di già cogli occhi prima del tempo, dicendo alla moglie che sarebbero stati una pietanza delicata, in specie se li avesse accomodati con una buona salsa.  Accomodato: condito. TESTI per CAPIRE ● Perché l’Orco rinuncia a mangiare subito i bambini? Che cosa pensa di fare? ...................... Sottolinea nel testo la frase che ti ha suggerito la risposta. ● Che cosa pensa secondo te Pollicino mentre mette le corone sul capo suo e dei suoi fratellini? • Indica con una ✗ il fumetto giusto e spiega ai compagni il perché della tua scelta.   Domani scapperemo con le corone d’oro!   Se l’Orco si lascia ingannare, siamo salvi!   Finalmente possiamo dormire come dei veri Re! ● Come si concluderà la fiaba? Fai delle ipotesi con i compagni e poi cercate la fiaba originale per verificare! Andò a prendere un coltellaccio, e avvicinandosi a quei poveri figliuoli, lo affilava sopra una lunga pietra che egli teneva nella mano sinistra. E ne aveva già agguantato uno, quando la moglie gli disse: - Che ne volete voi fare a quest’ora? Non sarebbe meglio aspettare a domani? - Chetati, te! - riprese l’Orco. - Ma ve ne avanza ancora tanta della carne! C’è qui un vitello, un montone e un mezzo maiale... - Hai ragione - disse l’Orco, - rimpinzali dunque per bene, perché non abbiano a smagrire, e portali a letto. Quella buona donna, fuor di sé dalla contentezza, dette loro la cena: ma essi non poterono mangiare per la gran paura che avevano addosso. In quanto all’Orco, ricominciò a bere, vuotò una dozzina di bicchieri di più del solito, finché il vino gli diede alla testa e fu obbligato ad andare a letto. L’Orco aveva sette figliuole, sette bambine di un bel colorito, perché, come il padre, si cibavano di carne cruda; ma avevano degli occhiettini grigi e tondi, e il naso a punta e una bocca larghissima, con una rastrelliera di denti lunghi, affilati e staccati l’uno dall’altro. Erano tutte e sette in un gran letto, ciascuna con una corona d’oro sulla testa. Nella stessa camera c’era un altro letto della medesima grandezza. Fu appunto in questo letto che la moglie dell’Orco mise a dormire i sette ragazzi; e dopo andò a coricarsi accanto a suo marito. Pollicino, che s’era accorto che le figlie dell’Orco portavano una corona d’oro in capo, e che aveva sempre paura che l’Orco non si pentisse di averli sgozzati subito, si alzò verso mezzanotte, e prendendo i berretti dei fratelli ed il suo, andò pian pianino a metterli sul capo delle sette figlie dell’Orco, dopo aver loro levata la corona d’oro, che pose sul capo suo e dei suoi fratelli. UNA RICETTA ORCHESCA! ● Che salsa piace a un Orco? In classe, dividetevi in gruppi e scrivete le vostre ricette di salsa per Orchi. 1. Ingredienti e loro quantità: immaginate ed elencate (es. sputo di rospo, bava di lumaca...). 2. Strumenti da usare: scegliete fra quelli illustrati. Contenitori per la cottura La coltelleria Il mestolame 3. Procedimento: scrivete le azioni da fare in ordine (frullare, tritare, mescolare, aggiungere, bollire, cuocere, servire...).