Raccontare la vita di ogni

LABORATORIO DI LETTURA A SCUOLA INSIEME! Raccontare la vita di ogni giorno Come abbiamo visto in diverse letture di questa sezione, a volte gli scrittori ci fanno partecipi delle loro esperienze, ricordando per esempio episodi da loro stessi vissuti quando erano bambini. I testi in cui si raccontano le esperienze personali possono regalarci delle emozioni speciali: riconoscere in una storia qualcosa che è accaduto anche a noi, e magari farci venir voglia di raccontare a nostra volta… Ma come fanno gli scrittori a farci entrare nella loro esperienza? Mi chiamo Leo Christine Nöstlinger, Occhio al professore!, Giunti Junior Mi chiamo Leonore Helene Binder. La mamma mi chiama Lene. Il papà mi chiama Leo perché allora invece di me avrebbe preferito un maschio. Ma ora ha capito che so cavarmela almeno quanto un Leo qualsiasi. Siccome per la mamma sono Lene e per il papà Leo, i ragazzi mi chiamano Lele. Solo Hansi Krenn, siccome mi adora, mi chiama Leonore. La seconda o la dice bella allungata: Leonooore! MI CHIAMO ● Prova anche tu a parlare di te, come ha fatto Leonore.Puoi prendere spunto dal testo che hai letto. • Ti piace il nome che porti? • Vorresti chiamarti in modo diverso? • C’è qualcuno che ti chiama con un nomignolo? • C’è una tua caratteristica particolare di cui vorresti parlare? L'AUTOBIOGRAFIA Ti piace parlare di te e raccontare quello che ti è successo oppure quello che succede dentro la tua testa? Molte persone amano farlo, scrivendo testi che hanno il nome di TESTO AUTOBIOGRAFICO. Vediamo due esempi. Provate voi... Silvana Gandolfi, Occhio al gatto, Salani Provate voi a chiamarvi Dante. Da un bambino che si chiama Dante tutti si aspettano istinto poetico, guizzi di genialità e mente acuta. Nella mia testa, invece, infuriava perenne una caotica bufera di suoni e immagini. Mulinelli che mai si depositavano a formare pensieri logici. O meglio, io i miei pensieri li avevo, li capivo anche, erano gli altri a non farcela. Gli adulti. Come iniziavo un discorso, un ordine perentorio mi bloccava: - Non mangiarti le parole! Non dire tre cose alla volta! Si può sapere dov’è il soggetto? Tutto questo succedeva quando parlavo. Quando scrivevo, soprattutto da quando mi ero trasferito a Venezia nella nuova scuola, mi capitavano fenomeni ancora più strani. Qualcosa mi impediva di distinguere una p da una q, o una d da una b. Quella gambettina, dove metterla? Per l’irritazione strappavo il foglio. Oppure sostituivo tutte quelle lettere con delle acca. Mi piaceva la acca. C’era e non c’era. Come me. Mi sentivo molto più vicino a una acca che a Dante. Ma in questo modo i miei temi acquistavano una qualità oscura che mandava in bestia chi li leggeva. La maestra, che non mi conosceva ancora, credeva che io lo facessi per pura malignità. Convocò la nonna a scuola. PARLO DI ME ● Prova anche tu a raccontare che tipo sei, che cosa ti piace e che cosa non ti piace di te. Poi racconta un episodio della tua vita che metta in evidenza un aspetto particolare del tuo carattere. Segui questa traccia. • Il tuo carattere: che tipo sei. • Che cosa ti piace di te e che cosa invece vorresti cambiare? • Racconta un’esperienza che hai vissuto e spiega perché la ricordi in modo così vivo. Esprimi i sentimenti che suscita in te il ricordo di quell’esperienza. ● Tieni presenti queste indicazioni per scrivere il tuo testo autobiografico. 1 Il testo autobiografico è realistico quindi racconterai fatti realmente accaduti. 2 Il testo autobiografico è scritto in prima persona, cioè il protagonista dei fatti narrati nel testo è la stessa persona che li racconta quindi racconterai dicendo “io”. 3 Il testo autobiografico è scritto al passato se racconta fatti già avvenuti; esistono però testi autobiografici scritti al presente, come le autopresentazioni quindi fai attenzione alla scelta dei verbi. Per approfondire il testo autobiografico vai alle pp. 36-41 del Libro dei Generi IL DIARIO A volte ci sono delle cose che non vuoi raccontare a nessuno; vorresti dare sfogo alle tue emozioni senza sentirti giudicato… oppure parlare a un amico fidato che ti comprende e non ti tradirà mai. Vuoi una soluzione? Potresti tenere un DIARIO. Dal diario di Jessica Angelo Petrosino, Un anno con Jessica, Sonda 21 GENNAIO Oggi il maestro mi ha chiesto scusa. Io gli ho fatto notare che aveva risposto a tutte le domande di Rosetta. Quando invece ho alzato io la mano, ha detto: “Adesso non c’è tempo, si scende a prendere una boccata d’aria”. Non lo dirò a mia madre. So che la prenderebbe male. Sono sicura che mi direbbe: “Come! Un maestro che si scusa con una bambina! Non è mica tuo fratello lui”. Come se i fratelli si scusassero sempre con le sorelle. Ma mia madre è fatta così. E io non saprei come spiegarle che, secondo me, è più che giusto che anche un maestro si scusi con un’alunna, quando si rende conto che il torto è suo. 1° FEBBRAIO Oggi Mario mi ha fatto uno sgambetto, mentre eravamo in cortile. Per fortuna sono caduta con le mani in avanti e mi sono salvata la faccia. Però mi sono scorticata un gomito e, soprattutto, mi sono presa un grande spavento. Quando si è accorto che avevo il gomito graffiato, quello stupido è venuto a scusarsi, dicendo che non l’aveva fatto apposta. Ma io non gli ho creduto. Appena tornata a casa, ho preso la sua lettera e l’ho fatta in mille pezzi. Quando ne avrò la possibilità, li brucerò tutti. Io sono capace di arrabbiarmi come nessuno immagina. Potrei distruggere tutto, quando sono inferocita. È che non mi piace essere trattata male: né a casa, né a scuola, né altrove. • Quando viene scritta questa pagina di diario? ..................... • Quale fatto racconta Jessica al suo diario? ..................... • Perché Jessica scrive questa pagina di diario e non intende raccontare alla mamma cosa è successo a scuola? ..................... • Con chi è arrabbiata Jessica? Perché? ..................... Nello scrivere il diario Jessica si esprime come se parlasse: c’è un’espressione in particolare che potrebbe usare rivolgendosi a un amico. Sottolineala. IL MIO DIARIO ● Prova anche tu a fare come Jessica: scrivi una pagina di diario.Segui la traccia. Ripensa a un episodio vissuto in cui ti sei arrabbiato/arrabbiata per un litigio o per un torto subìto; racconta il fatto, esprimi le tue emozioni e le tue riflessioni; puoi iniziare rivolgendoti al diario come se fosse un amico e magari dandogli un nome: caro… ● Tieni presenti queste indicazioni per scrivere il tuo diario. 1 In un diario si annota la data del giorno in cui si scrive quindi ogni pagina del tuo diario avrà una data. 2 In un diario si raccontano fatti significativi che sono appena accaduti quindi racconterai avvenimenti accaduti in giornata. 3 In un diario si possono aggiungere riflessioni personali quindi potrai mescolare liberamente fatti e riflessioni. 4 Un diario è come un amico fidato a cui si confidano anche le più segrete emozioni quindi potrai esprimere emozioni e stati d’animo. DI SOLITO VOGLIAMO CHE IL NOSTRO DIARIO RESTI SEGRETO, MA POSSIAMO DECIDERE DI FARNE LEGGERE QUALCHE PAGINA A DEGLI AMICI SPECIALI… ● Come fare per mantenere segreto il tuo diario? ● A chi potresti far leggere qualche pagina? Per approfondire il diario vai alle pp. 24-29 del Libro dei Generi MESSAGGI A volte ci è molto utile poter lasciare dei BREVI MESSAGGI per risolvere qualche problema pratico: l’appuntamento per la partita, la lista della spesa, l’invito a una festa… Altre volte invece preferiamo scrivere a qualcuno un biglietto piuttosto che parlargli direttamente: in questo modo ci sembra più facile confidare certi sentimenti o spiegare le nostre ragioni. Messaggi... ● Leggi questi messaggi: individua chi può averli scritti e a chi possono essere indirizzati. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. ● Rispondi e completa. • I messaggi sono testi: brevi. lunghi. • Nei messaggi che vedi in questa pagina ci sono delle parole messe in evidenza. Cerchiale. Perché sono state evidenziate? ....................... • Le frasi sono molto sintetiche. Alcune sono abbreviate. Come si sarebbe dovuto comunicare il seguente messaggio con una frase completa e più lunga? Cereali finiti. COMPERARE AL SUPER! ....................... Messaggi in classe Come in famiglia ci lasciamo messaggi per organizzarci meglio, anche in classe possiamo scegliere un luogo dove attaccare i nostri suggerimenti e promemoria. Ma possiamo anche dedicare un pensiero carino ai nostri compagni di classe. GIOCO DELLE DEDICHE● Ciascuno di voi costruisce un libretto colorato seguendo le indicazioni dell’insegnante (bastano due fogli colorati di formato A4) e scrive il proprio nome sulla copertina. ● Poi tutti i libretti girano per la classe e ciascuno scrive (e firma) un pensiero carino, un augurio, una dedica, un disegnino a TUTTI i compagni. SMS Gli sms, cioè i messaggi inviati col telefonino, sono un modo rapido e immediato per comunicare a distanza. Le frasi sono brevi, spesso contengono abbreviazioni di parole e sono arricchite con emoticon, le “faccine”, o figure talvolta anche animate. SCRIVO SMS ● Ecco l’avvio di una “conversazione” tramite sms. Immagina di essere uno dei due dialoganti: l’altro, o l’altra, è un tuo compagno o una tua compagna di scuola. I tuoi sms sono quelli col fondo colorato. Completa la conversazione. Inserisci emoticon o altri simboli: sceglili fra quelli sotto.
LABORATORIO DI LETTURA    A SCUOLA INSIEME!  Raccontare la vita di ogni giorno Come abbiamo visto in diverse letture di questa sezione, a volte gli scrittori ci fanno partecipi delle loro esperienze, ricordando per esempio episodi da loro stessi vissuti quando erano bambini. I testi in cui si raccontano le esperienze personali possono regalarci delle emozioni speciali: riconoscere in una storia qualcosa che è accaduto anche a noi, e magari farci venir voglia di raccontare a nostra volta… Ma come fanno gli scrittori a farci entrare nella loro esperienza? Mi chiamo Leo Christine Nöstlinger, Occhio al professore!, Giunti Junior Mi chiamo Leonore Helene Binder. La mamma mi chiama Lene. Il papà mi chiama Leo perché allora invece di me avrebbe preferito un maschio. Ma ora ha capito che so cavarmela almeno quanto un Leo qualsiasi. Siccome per la mamma sono Lene e per il papà Leo, i ragazzi mi chiamano Lele. Solo Hansi Krenn, siccome mi adora, mi chiama Leonore. La seconda o la dice bella allungata: Leonooore! MI CHIAMO ● Prova anche tu a parlare di te, come ha fatto Leonore.Puoi prendere spunto dal testo che hai letto. • Ti piace il nome che porti? • Vorresti chiamarti in modo diverso? • C’è qualcuno che ti chiama con un nomignolo? • C’è una tua caratteristica particolare di cui vorresti parlare? L'AUTOBIOGRAFIA Ti piace parlare di te e raccontare quello che ti è successo oppure quello che succede dentro la tua testa? Molte persone amano farlo, scrivendo testi che hanno il nome di TESTO AUTOBIOGRAFICO. Vediamo due esempi. Provate voi... Silvana Gandolfi, Occhio al gatto, Salani Provate voi a chiamarvi Dante. Da un bambino che si chiama Dante tutti si aspettano istinto poetico, guizzi di genialità e mente acuta. Nella mia testa, invece, infuriava perenne una caotica bufera di suoni e immagini. Mulinelli che mai si depositavano a formare pensieri logici. O meglio, io i miei pensieri li avevo, li capivo anche, erano gli altri a non farcela. Gli adulti. Come iniziavo un discorso, un ordine perentorio mi bloccava: - Non mangiarti le parole! Non dire tre cose alla volta! Si può sapere dov’è il soggetto? Tutto questo succedeva quando parlavo. Quando scrivevo, soprattutto da quando mi ero trasferito a Venezia nella nuova scuola, mi capitavano fenomeni ancora più strani. Qualcosa mi impediva di distinguere una p da una q, o una d da una b. Quella gambettina, dove metterla? Per l’irritazione strappavo il foglio. Oppure sostituivo tutte quelle lettere con delle acca. Mi piaceva la acca. C’era e non c’era. Come me. Mi sentivo molto più vicino a una acca che a Dante. Ma in questo modo i miei temi acquistavano una qualità oscura che mandava in bestia chi li leggeva. La maestra, che non mi conosceva ancora, credeva che io lo facessi per pura malignità. Convocò la nonna a scuola. PARLO DI ME ● Prova anche tu a raccontare che tipo sei, che cosa ti piace e che cosa non ti piace di te. Poi racconta un episodio della tua vita che metta in evidenza un aspetto particolare del tuo carattere. Segui questa traccia. • Il tuo carattere: che tipo sei. • Che cosa ti piace di te e che cosa invece vorresti cambiare? • Racconta un’esperienza che hai vissuto e spiega perché la ricordi in modo così vivo. Esprimi i sentimenti che suscita in te il ricordo di quell’esperienza. ● Tieni presenti queste indicazioni per scrivere il tuo testo autobiografico. 1 Il testo autobiografico è realistico quindi racconterai fatti realmente accaduti. 2 Il testo autobiografico è scritto in prima persona, cioè il protagonista dei fatti narrati nel testo è la stessa persona che li racconta quindi racconterai dicendo “io”. 3 Il testo autobiografico è scritto al passato se racconta fatti già avvenuti; esistono però testi autobiografici scritti al presente, come le autopresentazioni quindi fai attenzione alla scelta dei verbi. Per approfondire il testo autobiografico vai alle pp. 36-41 del Libro dei Generi IL DIARIO A volte ci sono delle cose che non vuoi raccontare a nessuno; vorresti dare sfogo alle tue emozioni senza sentirti giudicato… oppure parlare a un amico fidato che ti comprende e non ti tradirà mai. Vuoi una soluzione? Potresti tenere un DIARIO. Dal diario di Jessica Angelo Petrosino, Un anno con Jessica, Sonda 21 GENNAIO Oggi il maestro mi ha chiesto scusa. Io gli ho fatto notare che aveva risposto a tutte le domande di Rosetta. Quando invece ho alzato io la mano, ha detto: “Adesso non c’è tempo, si scende a prendere una boccata d’aria”. Non lo dirò a mia madre. So che la prenderebbe male. Sono sicura che mi direbbe: “Come! Un maestro che si scusa con una bambina! Non è mica tuo fratello lui”. Come se i fratelli si scusassero sempre con le sorelle. Ma mia madre è fatta così. E io non saprei come spiegarle che, secondo me, è più che giusto che anche un maestro si scusi con un’alunna, quando si rende conto che il torto è suo. 1° FEBBRAIO Oggi Mario mi ha fatto uno sgambetto, mentre eravamo in cortile. Per fortuna sono caduta con le mani in avanti e mi sono salvata la faccia. Però mi sono scorticata un gomito e, soprattutto, mi sono presa un grande spavento. Quando si è accorto che avevo il gomito graffiato, quello stupido è venuto a scusarsi, dicendo che non l’aveva fatto apposta. Ma io non gli ho creduto. Appena tornata a casa, ho preso la sua lettera e l’ho fatta in mille pezzi. Quando ne avrò la possibilità, li brucerò tutti. Io sono capace di arrabbiarmi come nessuno immagina. Potrei distruggere tutto, quando sono inferocita. È che non mi piace essere trattata male: né a casa, né a scuola, né altrove. • Quando viene scritta questa pagina di diario? ..................... • Quale fatto racconta Jessica al suo diario? ..................... • Perché Jessica scrive questa pagina di diario e non intende raccontare alla mamma cosa è successo a scuola? ..................... • Con chi è arrabbiata Jessica? Perché? ..................... Nello scrivere il diario Jessica si esprime come se parlasse: c’è un’espressione in particolare che potrebbe usare rivolgendosi a un amico. Sottolineala. IL MIO DIARIO ● Prova anche tu a fare come Jessica: scrivi una pagina di diario.Segui la traccia. Ripensa a un episodio vissuto in cui ti sei arrabbiato/arrabbiata per un litigio o per un torto subìto; racconta il fatto, esprimi le tue emozioni e le tue riflessioni; puoi iniziare rivolgendoti al diario come se fosse un amico e magari dandogli un nome: caro… ● Tieni presenti queste indicazioni per scrivere il tuo diario. 1 In un diario si annota la data del giorno in cui si scrive quindi ogni pagina del tuo diario avrà una data. 2 In un diario si raccontano fatti significativi che sono appena accaduti quindi racconterai avvenimenti accaduti in giornata. 3 In un diario si possono aggiungere riflessioni personali quindi potrai mescolare liberamente fatti e riflessioni. 4 Un diario è come un amico fidato a cui si confidano anche le più segrete emozioni quindi potrai esprimere emozioni e stati d’animo. DI SOLITO VOGLIAMO CHE IL NOSTRO DIARIO RESTI SEGRETO, MA POSSIAMO DECIDERE DI FARNE LEGGERE QUALCHE PAGINA A DEGLI AMICI SPECIALI… ● Come fare per mantenere segreto il tuo diario? ● A chi potresti far leggere qualche pagina? Per approfondire il diario vai alle pp. 24-29 del Libro dei Generi MESSAGGI A volte ci è molto utile poter lasciare dei BREVI MESSAGGI per risolvere qualche problema pratico: l’appuntamento per la partita, la lista della spesa, l’invito a una festa… Altre volte invece preferiamo scrivere a qualcuno un biglietto piuttosto che parlargli direttamente: in questo modo ci sembra più facile confidare certi sentimenti o spiegare le nostre ragioni. Messaggi... ● Leggi questi messaggi: individua chi può averli scritti e a chi possono essere indirizzati. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. Scritto da .................................. Indirizzato a ............................. ● Rispondi e completa. • I messaggi sono testi:   brevi.   lunghi. • Nei messaggi che vedi in questa pagina ci sono delle parole messe in evidenza. Cerchiale. Perché sono state evidenziate? ....................... • Le frasi sono molto sintetiche. Alcune sono abbreviate. Come si sarebbe dovuto comunicare il seguente messaggio con una frase completa e più lunga? Cereali finiti. COMPERARE AL SUPER! ....................... Messaggi in classe Come in famiglia ci lasciamo messaggi per organizzarci meglio, anche in classe possiamo scegliere un luogo dove attaccare i nostri suggerimenti e promemoria. Ma possiamo anche dedicare un pensiero carino ai nostri compagni di classe. GIOCO DELLE DEDICHE● Ciascuno di voi costruisce un libretto colorato seguendo le indicazioni dell’insegnante (bastano due fogli colorati di formato A4) e scrive il proprio nome sulla copertina. ● Poi tutti i libretti girano per la classe e ciascuno scrive (e firma) un pensiero carino, un augurio, una dedica, un disegnino a TUTTI i compagni. SMS Gli sms, cioè i messaggi inviati col telefonino, sono un modo rapido e immediato per comunicare a distanza. Le frasi sono brevi, spesso contengono abbreviazioni di parole e sono arricchite con emoticon, le “faccine”, o figure talvolta anche animate. SCRIVO SMS ● Ecco l’avvio di una “conversazione” tramite sms. Immagina di essere uno dei due dialoganti: l’altro, o l’altra, è un tuo compagno o una tua compagna di scuola. I tuoi sms sono quelli col fondo colorato. Completa la conversazione. Inserisci emoticon o altri simboli: sceglili fra quelli sotto.