La scrittura in Mesopotamia, Paolo Lanzotti

LETTORE ESPERTO A SCUOLA INSIEME! La scrittura in Mesopotamia Paolo Lanzotti, Le parole magiche di Kengi il Pensieroso, Piemme Il contadino sumero Kengi, 13 anni, vive circondato da persone che non sanno né leggere né scrivere. Un giorno arriva al villaggio un funzionario del re per riscuotere le tasse… A ogni casa, Kengi aveva visto il funzionario controllare la merce, caricarla sui carri e tracciare sulla tavoletta dei segni che sembravano tanti piccoli “chiodini”. Sempre più incuriosito, aveva continuato a seguirlo, osservandolo con attenzione. Finalmente l’uomo si era accorto di lui. - Perché mi stai seguendo? - gli aveva chiesto irritato. - Perché mi guardi così? In un’altra occasione Kengi si sarebbe spaventato per il tono brusco e autoritario dell’esattore. Ma quel giorno la curiosità era stata troppo forte. Balbettando un po’, gli aveva chiesto cosa fossero i segni che disegnava sull’argilla e a cosa servissero. Davanti a tanta insistenza, un altro funzionario lo avrebbe cacciato in malo modo, ordinandogli di non disturbare il suo lavoro. Ma l’uomo giunto al villaggio quel giorno era un giovane scriba al suo primo incarico. Molto orgoglioso di sé, ben felice di potersi vantare con qualcuno della propria attività, gli aveva risposto che i segni tracciati nell’argilla si chiamavano scrittura, e che la scrittura serviva per non dimenticare. - Nei segni dell’alfabeto c’è il nome di tutte le cose - aveva concluso, con orgoglio. - Niente può sfuggire alla memoria delle tavolette. Poi gli aveva mostrato i “chiodini” che significavano fiume, grano, casa e villaggio. Aveva pronunciato ad alta voce l’insieme dei segni che formavano la parola Ebil (il nome di suo zio). Aveva aggiunto che la riga scritta accanto al nome voleva dire: oggi, il contadino Ebil ha versato cinquanta misure d’orzo per i magazzini del re. Kengi aveva seguito quelle spiegazioni con la bocca aperta e gli occhi spalancati. Lui era sempre stato un bambino pieno di fantasia, ma ciò che il giovane scriba gli stava raccontando andava al di là d’ogni sua immaginazione. Che nei segni tracciati sull’argilla ci fosse il nome di tutte le cose e che questi nomi potessero essere resi visibili con la punta di una semplice cannuccia, era un’idea che lo lasciava senza fiato. Le tavolette d’argilla (lo aveva capito improvvisamente) erano come una voce che parlava agli occhi anziché alle orecchie. Un mormorio senza parole che conteneva tutte le parole del mondo. Il titolo, le immagini, gli indizi tipografici 1 Dopo aver letto il testo rispondi alle domande. • Il titolo e le immagini suggeriscono il contenuto di questa storia? Sì No • Che cosa ti dà informazioni riguardo a... (puoi scegliere una delle due risposte o entrambe) l’argomento di cui parla la storia il titolo le immagini il luogo in cui si svolge la storia il titolo le immagini l’epoca storica in cui si svolge la storia il titolo le immagini 2 Nel testo ci sono delle parole evidenziate: trascrivile nella tabella e per ciascuna indica su quale degli aspetti elencati ti fornisce informazioni (argomento, luogo, epoca storica). Parola (o parole) .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. Argomento ....................................... ....................................... ....................................... ....................................... Luogo ....................................... ....................................... ....................................... ....................................... Epoca storica ....................................... ....................................... .............................................................................. 3 Adesso osserva le immagini di queste pagine e scrivi nei riquadri una breve didascalia: spiega cioè che cosa rappresentano. Possibilmente usa le parole evidenziate nel testo.
LETTORE ESPERTO A SCUOLA INSIEME!     La scrittura in Mesopotamia Paolo Lanzotti, Le parole magiche di Kengi il Pensieroso, Piemme Il contadino sumero Kengi, 13 anni, vive circondato da persone che non sanno né leggere né scrivere. Un giorno arriva al villaggio un funzionario del re per riscuotere le tasse… A ogni casa, Kengi aveva visto il funzionario controllare la merce, caricarla sui carri e tracciare sulla tavoletta dei segni che sembravano tanti piccoli “chiodini”. Sempre più incuriosito, aveva continuato a seguirlo, osservandolo con attenzione. Finalmente l’uomo si era accorto di lui. - Perché mi stai seguendo? - gli aveva chiesto irritato. - Perché mi guardi così? In un’altra occasione Kengi si sarebbe spaventato per il tono brusco e autoritario dell’esattore. Ma quel giorno la curiosità era stata troppo forte. Balbettando un po’, gli aveva chiesto cosa fossero i segni che disegnava sull’argilla e a cosa servissero. Davanti a tanta insistenza, un altro funzionario lo avrebbe cacciato in malo modo, ordinandogli di non disturbare il suo lavoro. Ma l’uomo giunto al villaggio quel giorno era un giovane scriba al suo primo incarico. Molto orgoglioso di sé, ben felice di potersi vantare con qualcuno della propria attività, gli aveva risposto che i segni tracciati nell’argilla si chiamavano scrittura, e che la scrittura serviva per non dimenticare. - Nei segni dell’alfabeto c’è il nome di tutte le cose - aveva concluso, con orgoglio. - Niente può sfuggire alla memoria delle tavolette. Poi gli aveva mostrato i “chiodini” che significavano fiume, grano, casa e villaggio. Aveva pronunciato ad alta voce l’insieme dei segni che formavano la parola Ebil (il nome di suo zio). Aveva aggiunto che la riga scritta accanto al nome voleva dire: oggi, il contadino Ebil ha versato cinquanta misure d’orzo per i magazzini del re. Kengi aveva seguito quelle spiegazioni con la bocca aperta e gli occhi spalancati. Lui era sempre stato un bambino pieno di fantasia, ma ciò che il giovane scriba gli stava raccontando andava al di là d’ogni sua immaginazione. Che nei segni tracciati sull’argilla ci fosse il nome di tutte le cose e che questi nomi potessero essere resi visibili con la punta di una semplice cannuccia, era un’idea che lo lasciava senza fiato. Le tavolette d’argilla (lo aveva capito improvvisamente) erano come una voce che parlava agli occhi anziché alle orecchie. Un mormorio senza parole che conteneva tutte le parole del mondo. Il titolo, le immagini, gli indizi tipografici 1 Dopo aver letto il testo rispondi alle domande. • Il titolo e le immagini suggeriscono il contenuto di questa storia?   Sì   No • Che cosa ti dà informazioni riguardo a... (puoi scegliere una delle due risposte o entrambe)  l’argomento di cui parla la storia   il titolo   le immagini il luogo in cui si svolge la storia   il titolo   le immagini l’epoca storica in cui si svolge la storia   il titolo   le immagini 2 Nel testo ci sono delle parole evidenziate: trascrivile nella tabella e per ciascuna indica su quale degli aspetti elencati ti fornisce informazioni (argomento, luogo, epoca storica). Parola (o parole) .................................................. .................................................. .................................................. .................................................. Argomento ....................................... ....................................... ....................................... ....................................... Luogo ....................................... ....................................... ....................................... ....................................... Epoca storica ....................................... ....................................... ..............................................................................  3 Adesso osserva le immagini di queste pagine e scrivi nei riquadri una breve didascalia: spiega cioè che cosa rappresentano. Possibilmente usa le parole evidenziate nel testo.