Mostri scolastici, Stefano Bordiglioni

A SCUOLA INSIEME! Mostri scolastici Stefano Bordiglioni, Storie sotto il letto, per dormire… quasi tranquilli, Einaudi Ragazzi C’è una scuola, la più strana del mondo, dove si possono trovare mostri piuttosto curiosi. Non sono pericolosi, anzi, sono molto utili. Uno dei più utili è il lavagnante, uno strano elefante che ha il corpo a forma di lavagna: con la proboscide scrive sulla sua pancia-lavagna e con le orecchie cancella. È un patito della matematica e gli piace tantissimo risolvere le quattro operazioni. È però un po’ debole nelle addizioni e spesso scrive che tre più due è uguale a sei. Ha comunque una bella calligrafia ed è un tipo simpatico. C’è poi lo zainguro, un canguro che ha uno zaino al posto del marsupio e la mattina aiuta i bambini a portare libri e quaderni a scuola. Di solito lo zainguro è allegro e ride volentieri; il giovedì e il lunedì però ha l’aria triste e non ride affatto. Questo perché in quei giorni a scuola si sta anche il pomeriggio e ci sono molti quaderni in più da portare: il suo marsupio-zaino, il lunedì e il giovedì, è davvero pesante! Più leggera dello zainguro, ma altrettanto utile, è l’astuccialla, una farfalla con le ali a forma di astuccio. È capace di contenere dodici pennarelli, due penne, una matita, una gomma, un temperino e un paio di forbici. Non si possono però mettere dentro un’astuccialla cose troppo pesanti, perché altrimenti poi non riesce più a volare. Il gommerlo invece zampetta sui banchi dei bambini liberamente: ogni volta che si accorge di un errore nei loro quaderni, il gommerlo cancella i segni della matita col suo becco bianco, di gomma. Suo cugino, il gommerlo a inchiostro, invece ha il becco blu ed è capace di cancellare anche gli errori fatti con le penne non cancellabili. Nello zaino di ogni bambino di quella strana scuola non manca mai neppure il topo-temperino, roditore dai denti affilatissimi, capace di fare la punta a una matita in meno di tre secondi. E sotto a ogni banco c’è un serpente-righello, animaletto un po’ rigido, ma praticissimo se si devono tracciare righe dritte. A parte questi utilissimi mostri, hanno fatto la tana e il nido in quelle aule anche dei corbici col becco affilato per tagliare la carta e delle collaffe che, strisciando il lungo collo, possono invece incollare le pagine l’una all’altra. Ci sono poi volpenne dallo sguardo furbo e perfino libridari, che immagazzinano nelle grandi gobbe migliaia di informazioni. A qualcuno potrà sembrare che, con tutti quegli strani mostri scolastici che li aiutano, i bambini di quella scuola siano più fortunati di altri, e che per loro sia più facile essere promossi. Ma non è così: anche se ti aiutano lavagnanti, zainguri, astuccialle e gommerli, per essere promossi occorre soprattutto essere diligenti e studiare. E per quello non c’è mostro simpatico che tenga: ogni bambino deve farsi coraggio e cavarsela da solo. TESTI per CAPIRE ● Trova e sottolinea i nomi dei “mostri scolastici” descritti nel testo. Le immagini in queste pagine rappresentano alcuni di essi. Leggi attentamente la loro descrizione e scrivi il nome di ciascuno sotto la sua immagine. ● Diligente vuol dire: che sarà promosso. che si impegna nello studio. che è molto noioso. ● Nei disegni non ci sono tutti i “mostri scolastici”. Scegli quello che ti piace di più e disegnalo sul quaderno. ................................. ................................. ................................. ................................. ................................. .................................

A SCUOLA INSIEME!    

Mostri scolastici

Stefano Bordiglioni, Storie sotto il letto, per dormire… quasi tranquilli, Einaudi Ragazzi

C’è una scuola, la più strana del mondo, dove si possono trovare mostri piuttosto curiosi. Non sono pericolosi, anzi, sono molto utili.
Uno dei più utili è il lavagnante, uno strano elefante che ha il corpo a forma di lavagna: con la proboscide scrive sulla sua pancia-lavagna e con le orecchie cancella. È un patito della matematica e gli piace tantissimo risolvere le quattro operazioni. È però un po’ debole nelle addizioni e spesso scrive che tre più due è uguale a sei. Ha comunque una bella calligrafia ed è un tipo simpatico.
C’è poi lo zainguro, un canguro che ha uno zaino al posto del marsupio e la mattina aiuta i bambini a portare libri e quaderni a scuola. Di solito lo zainguro è allegro e ride volentieri; il giovedì e il lunedì però ha l’aria triste e non ride affatto. Questo perché in quei giorni a scuola si sta anche il pomeriggio e ci sono molti quaderni in più da portare: il suo marsupio-zaino, il lunedì e il giovedì, è davvero pesante!
Più leggera dello zainguro, ma altrettanto utile, è l’astuccialla, una farfalla con le ali a forma di astuccio.
È capace di contenere dodici pennarelli, due penne, una matita, una gomma, un temperino e un paio di forbici.
Non si possono però mettere dentro un’astuccialla cose troppo pesanti, perché altrimenti poi non riesce più a volare.
Il gommerlo invece zampetta sui banchi dei bambini liberamente: ogni volta che si accorge di un errore nei loro quaderni, il gommerlo cancella i segni della matita col suo becco bianco, di gomma. Suo cugino, il gommerlo a inchiostro, invece ha il becco blu ed è capace di cancellare anche gli errori fatti con le penne non cancellabili.
Nello zaino di ogni bambino di quella strana scuola non manca mai neppure il topo-temperino, roditore dai denti affilatissimi, capace di fare la punta a una matita in meno di tre secondi.
E sotto a ogni banco c’è un serpente-righello, animaletto un po’ rigido, ma praticissimo se si devono tracciare righe dritte.
A parte questi utilissimi mostri, hanno fatto la tana e il nido in quelle aule anche dei corbici col becco affilato per tagliare la carta e delle collaffe che, strisciando il lungo collo, possono invece incollare le pagine l’una all’altra. Ci sono poi volpenne dallo sguardo furbo e perfino libridari, che immagazzinano nelle grandi gobbe migliaia di informazioni.
A qualcuno potrà sembrare che, con tutti quegli strani mostri scolastici che li aiutano, i bambini di quella scuola siano più fortunati di altri, e che per loro sia più facile essere promossi.
Ma non è così: anche se ti aiutano lavagnanti, zainguri, astuccialle e gommerli, per essere promossi occorre soprattutto essere diligenti e studiare. E per quello non c’è mostro simpatico che tenga: ogni bambino deve farsi coraggio e cavarsela da solo.


TESTI per CAPIRE

● Trova e sottolinea i nomi dei “mostri scolastici” descritti nel testo.
Le immagini in queste pagine rappresentano alcuni di essi.
Leggi attentamente la loro descrizione e scrivi il nome di ciascuno sotto la sua immagine.


Diligente vuol dire:

  che sarà promosso.

  che si impegna nello studio.

  che è molto noioso.


● Nei disegni non ci sono tutti i “mostri scolastici”.

Scegli quello che ti piace di più e disegnalo sul quaderno.