Un posto dove si sta meglio, Giovanni Arpino

PIANETA VERDE Un posto dove si sta meglio Giovanni Arpino, Rafè e Micropiede, Einaudi Questa è la storia di Rafè, un bambino intraprendente che vive con il papà, la mamma e con tanti fratelli, addirittura 6! Era una notte d’estate, la luna appariva e spariva tra i vapori rosei e grigi che si alzavano dalla città, le strade erano attraversate dalle rotaie lucide dei tram, i grandi casamenti erano bui e sprangati, con famiglie che dormivano a ogni piano, le auto erano ferme, a fari spenti, lungo i marciapiedi. Rafè si svegliò avendo udito parlare il padre e la madre, all’ultimo piano di una grande casa al confine della città. - Sette paia di scarpe prima che arrivi l’inverno - diceva la madre. - Sì - rispondeva il padre mezzo addormentato. - Sette vestiti di lana per i miei sette bambini - diceva ancora la madre. - Sì - rispondeva il padre rivoltandosi nel letto. - Sette berretti, sette sciarpe per i nostri figli - aggiungeva la donna. - Ho detto sì - borbottava il padre sbadigliando. - Domani mi farò anticipare i soldi dal padrone e compreremo scarpe, vestiti, berretti e sciarpe per tutti. - E io per risparmiare non farò più cuocere carne al giovedì, ma solo alla domenica - diceva ancora la donna. - E io mi cercherò un altro po’ di lavoro per i dopocena - sospirava l’uomo. - Se sarò sola, dopocena, come potrò giocare con tutti e sette i bambini? - si lamentava la donna. L’uomo sbadigliava, borbottava, voleva dormire. - Bisognerebbe lasciare questa città e cercare un posto dove si sta meglio - disse ancora nell’ultimo sbadiglio. Allora la donna tacque e dopo un poco Rafè li sentì russare. Si alzò, piano piano per non svegliare i suoi fratelli più piccoli che dormivano allineati nel grande letto, e andò sul balcone a riflettere. Le stelle erano piccolissime e lontane, sui balconi che giravano tutt’attorno al cortile dormivano e sospiravano i cani nelle loro cucce. Se questo non è il posto dove si sta meglio, bisognerà andarlo a cercare, pensò Rafè: i miei sei fratelli sono piccoli, mio padre deve lavorare per loro, mia madre deve imboccarli, lavarli, accompagnarli all’asilo o a scuola, andrò io per il mondo a cercarlo. Casamento: condominio, palazzo con molti appartamenti. Sprangato: chiuso, sbarrato. TESTI per CAPIRE ● Rispondi alle domande sul quaderno. • Dove vive Rafè? In una grande città o in un paese? • In centro o in periferia? • In un appartamento o in una villetta? Sottolinea nel testo, con i colori indicati, le parole che ti hanno suggerito le risposte. ● Secondo te, la famiglia di Rafè è ricca o povera? Quali “indizi” nel testo te lo fanno capire? Discutine con i compagni.
PIANETA VERDE     Un posto dove si sta meglio Giovanni Arpino, Rafè e Micropiede, Einaudi Questa è la storia di Rafè, un bambino intraprendente che vive con il papà, la mamma e con tanti fratelli, addirittura 6! Era una notte d’estate, la luna appariva e spariva tra i vapori rosei e grigi che si alzavano dalla città, le strade erano attraversate dalle rotaie lucide dei tram, i grandi casamenti erano bui e sprangati, con famiglie che dormivano a ogni piano, le auto erano ferme, a fari spenti, lungo i marciapiedi. Rafè si svegliò avendo udito parlare il padre e la madre, all’ultimo piano di una grande casa al confine della città. - Sette paia di scarpe prima che arrivi l’inverno - diceva la madre. - Sì - rispondeva il padre mezzo addormentato. - Sette vestiti di lana per i miei sette bambini - diceva ancora la madre. - Sì - rispondeva il padre rivoltandosi nel letto. - Sette berretti, sette sciarpe per i nostri figli - aggiungeva la donna. - Ho detto sì - borbottava il padre sbadigliando. - Domani mi farò anticipare i soldi dal padrone e compreremo scarpe, vestiti, berretti e sciarpe per tutti. - E io per risparmiare non farò più cuocere carne al giovedì, ma solo alla domenica - diceva ancora la donna. - E io mi cercherò un altro po’ di lavoro per i dopocena - sospirava l’uomo. - Se sarò sola, dopocena, come potrò giocare con tutti e sette i bambini? - si lamentava la donna. L’uomo sbadigliava, borbottava, voleva dormire. - Bisognerebbe lasciare questa città e cercare un posto dove si sta meglio - disse ancora nell’ultimo sbadiglio. Allora la donna tacque e dopo un poco Rafè li sentì russare. Si alzò, piano piano per non svegliare i suoi fratelli più piccoli che dormivano allineati nel grande letto, e andò sul balcone a riflettere. Le stelle erano piccolissime e lontane, sui balconi che giravano tutt’attorno al cortile dormivano e sospiravano i cani nelle loro cucce. Se questo non è il posto dove si sta meglio, bisognerà andarlo a cercare, pensò Rafè: i miei sei fratelli sono piccoli, mio padre deve lavorare per loro, mia madre deve imboccarli, lavarli, accompagnarli all’asilo o a scuola, andrò io per il mondo a cercarlo. Casamento: condominio, palazzo con molti appartamenti. Sprangato: chiuso, sbarrato. TESTI per CAPIRE ● Rispondi alle domande sul quaderno. • Dove vive Rafè? In una grande città o in un paese? • In centro o in periferia? • In un appartamento o in una villetta? Sottolinea nel testo, con i colori indicati, le parole che ti hanno suggerito le risposte. ● Secondo te, la famiglia di Rafè è ricca o povera? Quali “indizi” nel testo te lo fanno capire? Discutine con i compagni.