Che cosa penserà di me?, Mario Lodi

AMICI ANIMALI Che cosa penserà di me? Mario Lodi, Il corvo, Giunti - Un leprotto ferito! - gridai. Mio padre accorse e ci trovammo di fronte a un leprotto che giaceva nell’erba con una zampa tagliata dalla falciatrice. Mio padre lo raccolse con delicatezza e me lo pose fra le braccia. Sentivo il pelo fitto e ruvido fra le mani e le zampe che spingevano sulla mia pancia. Lo portammo a casa per curarlo e il papà lo affidò a me. Lo rinchiusi in uno stanzino e ogni giorno gli portavo pane, erba, carote e altre verdure da rosicchiare. Il leprotto era tutto mio: raramente mio padre veniva a vederlo. Con me il leprotto stava quieto, saltellava su tre zampe, oppure si acquattava in un angolo, dietro una panca. Io gli volevo bene, mi avvicinavo senza spaventarlo, allungavo una mano, lo afferravo per le orecchie e lo tiravo su. Lui un po’ ci stava, poi si metteva a protestare zampettando e io allora lo posavo nel suo angolo. “Che penserà di me?” mi chiedevo spesso. “Capirà che l’ho chiuso in questa prigione per farlo guarire? Oppure penserà ai campi dove viveva libero?”. Un giorno mio padre venne a vederlo e il leprotto si agitò: saltava da ogni parte, sbatteva la testa contro il muro. Quando il papà si mise a parlare, la bestiola, impaurita, si mise a far salti di oltre un metro. Allora uscimmo e lo lasciammo tranquillo. - Ora che è guarito che ne fai? - mi chiese il babbo. - Lo faccio diventare bello grosso. - Qui soffre - disse lui. - Nei campi lo uccidono i cacciatori - risposi - dunque è meglio che resti qui. Acquattarsi: nascondersi e restare fermo. Mare canoro della campagna significa: il cielo azzurro della campagna. la distesa dei prati della campagna. tutti i suoni che si possono udire in campagna. TESTI per CAPIRE ● Il bambino sa che la libertà per il leprotto è molto importante. C’è una frase nel testo che te lo fa capire. Trascrivila: .................. • Il papà non è d’accordo a tenere il leprotto una volta guarito perché ................... • Il bambino non lo vuole liberare perché ................... ● Alla fine il bambino chiede al papà se è contento. E secondo te il bambino è contento? Perché? Parlane con i compagni. - Perché non lo liberiamo quando la caccia è chiusa? - propose lui. Facemmo così. Appena la caccia fu chiusa io e papà lo portammo nella piana dove l’avevamo trovato, aprimmo il cesto e lo liberammo. Saltellò un po’ nell’erba e sparì dentro a un fosso. - Papà, sei contento? - gli chiesi. Mi rispose che era contento. E aggiunse che gli animali sono belli e buoni. - Fanno la guerra gli animali? - chiesi. - Lottano anche loro, ma solo per sopravvivere - spiegò. Ci fermammo a parlare in un luogo solitario e lì, nascosti tra le foglie di una macchia, mi insegnò i trilli degli uccelli che in quel momento si sentivano gorgheggiare in cielo e sulle piante. Sapeva distinguerli e imitarli tutti, molti col fischio naturale, altri con un fischiettino che teneva sempre nel taschino del panciotto. Se lo ficcò in bocca, tra le labbra e la lingua, si concentrò e cominciò a fischiare. - Senti? Rispondono. - mi diceva. Teneva lunghi dialoghi con uccelli nascosti nel fogliame, la cui voce cominciavo a riconoscere, nel mare canoro della campagna. PAROLE per PENSARE star bene a scuola ANIMALI E LIBERTÀ ● La libertà è un diritto fondamentale di ogni essere vivente, anche degli animali. Leggi che cosa dice la Dichiarazione universale dei diritti dell’Animale, proclamata nel 1978. Art. 4: Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo e acquatico... ● Ci sono purtroppo tanti modi con i quali l’uomo va contro questo diritto fondamentale: per esempio quando distrugge l’ambiente naturale, con la caccia indiscriminata... Ne conosci altri? Discutine con i compagni. Durante la discussione, rifletti sempre su ciò che viene detto e non aver paura di cambiare le tue idee o proposte.
AMICI ANIMALI     Che cosa penserà di me? Mario Lodi, Il corvo, Giunti - Un leprotto ferito! - gridai. Mio padre accorse e ci trovammo di fronte a un leprotto che giaceva nell’erba con una zampa tagliata dalla falciatrice. Mio padre lo raccolse con delicatezza e me lo pose fra le braccia. Sentivo il pelo fitto e ruvido fra le mani e le zampe che spingevano sulla mia pancia. Lo portammo a casa per curarlo e il papà lo affidò a me. Lo rinchiusi in uno stanzino e ogni giorno gli portavo pane, erba, carote e altre verdure da rosicchiare. Il leprotto era tutto mio: raramente mio padre veniva a vederlo. Con me il leprotto stava quieto, saltellava su tre zampe, oppure si acquattava in un angolo, dietro una panca. Io gli volevo bene, mi avvicinavo senza spaventarlo, allungavo una mano, lo afferravo per le orecchie e lo tiravo su. Lui un po’ ci stava, poi si metteva a protestare zampettando e io allora lo posavo nel suo angolo. “Che penserà di me?” mi chiedevo spesso. “Capirà che l’ho chiuso in questa prigione per farlo guarire? Oppure penserà ai campi dove viveva libero?”. Un giorno mio padre venne a vederlo e il leprotto si agitò: saltava da ogni parte, sbatteva la testa contro il muro. Quando il papà si mise a parlare, la bestiola, impaurita, si mise a far salti di oltre un metro. Allora uscimmo e lo lasciammo tranquillo. - Ora che è guarito che ne fai? - mi chiese il babbo. - Lo faccio diventare bello grosso. - Qui soffre - disse lui. - Nei campi lo uccidono i cacciatori - risposi - dunque è meglio che resti qui. Acquattarsi: nascondersi e restare fermo. Mare canoro della campagna significa:   il cielo azzurro della campagna.   la distesa dei prati della campagna.   tutti i suoni che si possono udire in campagna. TESTI per CAPIRE ● Il bambino sa che la libertà per il leprotto è molto importante. C’è una frase nel testo che te lo fa capire. Trascrivila: .................. • Il papà non è d’accordo a tenere il leprotto una volta guarito perché ................... • Il bambino non lo vuole liberare perché ................... ● Alla fine il bambino chiede al papà se è contento. E secondo te il bambino è contento? Perché? Parlane con i compagni. - Perché non lo liberiamo quando la caccia è chiusa? - propose lui. Facemmo così. Appena la caccia fu chiusa io e papà lo portammo nella piana dove l’avevamo trovato, aprimmo il cesto e lo liberammo. Saltellò un po’ nell’erba e sparì dentro a un fosso. - Papà, sei contento? - gli chiesi. Mi rispose che era contento. E aggiunse che gli animali sono belli e buoni. - Fanno la guerra gli animali? - chiesi. - Lottano anche loro, ma solo per sopravvivere - spiegò. Ci fermammo a parlare in un luogo solitario e lì, nascosti tra le foglie di una macchia, mi insegnò i trilli degli uccelli che in quel momento si sentivano gorgheggiare in cielo e sulle piante. Sapeva distinguerli e imitarli tutti, molti col fischio naturale, altri con un fischiettino che teneva sempre nel taschino del panciotto. Se lo ficcò in bocca, tra le labbra e la lingua, si concentrò e cominciò a fischiare. - Senti? Rispondono. - mi diceva. Teneva lunghi dialoghi con uccelli nascosti nel fogliame, la cui voce cominciavo a riconoscere, nel mare canoro della campagna. PAROLE per PENSARE  star bene a scuola ANIMALI E LIBERTÀ ● La libertà è un diritto fondamentale di ogni essere vivente, anche degli animali. Leggi che cosa dice la Dichiarazione universale dei diritti dell’Animale, proclamata nel 1978. Art. 4: Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo e acquatico... ● Ci sono purtroppo tanti modi con i quali l’uomo va contro questo diritto fondamentale: per esempio quando distrugge l’ambiente naturale, con la caccia indiscriminata... Ne conosci altri? Discutine con i compagni. Durante la discussione, rifletti sempre su ciò che viene detto e non aver paura di cambiare le tue idee o proposte.