Il gatto Osiride, Anna Vivarelli

AMICI ANIMALI Il gatto Osiride Anna Vivarelli, La nonna di Elena, Feltrinelli Kids La storia è cominciata con la nonna di Elena che, appassionata di gatti, ha deciso di regalarne uno alla nipotina, anche se sa che i genitori di Elena non saranno d’accordo. Un giorno la nonna mi fa: - Ti piacerebbe avere un gatto? - Certo, nonna. - Anche a me piacerebbe che tu avessi un gatto. Avrei già pronto un bellissimo nome per un gatto: Osiride. Eh, che ne dici? - È un nome meraviglioso! - dico io. Poi mi viene un pensiero terribile in testa e dico subito: - Ma la mamma... - Certo, Elenuccia. La mamma non sarebbe affatto d’accordo. Poi abbiamo cambiato discorso e io ai gatti non ho più pensato. Ma il giorno dopo, quando sono tornata da scuola, la nonna mi ha telefonato per dirmi che aveva una sorpresa per me e allora io sono corsa da lei. - Prego, signora faraona! - mi ha detto la nonna. - Il suo gatto è in cucina che beve il latte. Non si può neanche immaginare quanto è bello Osiride. È un po’ bianco e un po’ nero. Ha il musetto tutto nero e le punte delle orecchie bianche e gli occhi verdi come due pietre luccicanti e appena l’ho visto ho capito subito che gli ero simpatica. Quando sono tornata a casa, l’ho portato con me. La nonna mi ha accompagnata fin davanti alla porta e Osiride stava buono buono nella sua cesta, che poi era solo una scatola di cartone con un pezzo di stoffa dentro ma lui ci stava benissimo. - Io scappo - ha detto la nonna. E se n’è andata. Quando la mamma ha visto Osiride l’ha presa malissimo. Ha cominciato a urlare che sua mamma era pazza, e anche prepotente, che prima doveva chiederle il permesso, così lei gliel’avrebbe impedito.Osiride, che era uscito dalla scatola per imparare a conoscere la sua nuova casa, ha capito subito che si parlava male di lui e per il dispiacere ha fatto una cacchina lunga così sul linoleum della cucina. Ma siccome la mamma si è arrabbiata ancora di più, allora per farle capire quanto lui soffriva ha fatto una pipì enorme sul tappetino del bagno. Mentre la mamma metteva il tappetino in lavatrice, è arrivato papà. Così abbiamo scoperto una cosa che non sapeva nessuno, neanche lui: è allergico ai gatti. Gli è venuto il naso rosso e sembrava che avesse due uova fritte al posto degli occhi e continuava a starnutire. Non ho mai sentito tanti starnuti così uno attaccato all’altro. Tra uno starnuto e una soffiata di naso, papà si è messo a discutere con la mamma e naturalmente continuavano a parlar male di Osiride che si è un po’ offeso e ha cominciato a masticare le foglie del bonsai di papà che ultimamente sembrava un po’ malaticcio perché di foglie ne aveva poche poche. Papà è molto affezionato al suo bonsai: gli taglia sempre i rametti con delle forbicine piccolissime e lo bagna con un annaffiatoio che mi piacerebbe perché sembra della Barbie. Allora ho preso Osiride e l’ho rimesso nella sua scatola: - Vado a riportarlo alla nonna - ho detto con il tono più triste che riuscivo a fare. Pensavo che si sarebbero impietositi e mi avrebbero dato il permesso di tenerlo, ma mi sbagliavo, perché papà ha detto: - Brava. Tu almeno riesci a ragionare. Così adesso Osiride ha sette mesi, è bellissimo e vive dalla nonna, dove sta molto bene perché può fare quello che gli va. E visto che può fare quello che gli va, non fa mai niente di male, perché nessuno lo tratta a pesci in faccia, come ha detto la nonna, e lui si sente molto amato. PAROLE per PENSARE star bene a scuola ANIMALI IN FAMIGLIA ● Immagina di dover convincere un tuo familiare ad adottare un animale che ti piace tanto.Forse è un’esperienza che hai vissuto... Scrivi due cose che diresti per convincerlo. • ........................ • ........................ TESTI per CAPIRE ● I personaggi di questa storia hanno tutti qualcosa da dire. Per ogni personaggio scrivi chi è e inserisci nel fumetto la frase che meglio sintetizza il suo pensiero.
AMICI ANIMALI     Il gatto Osiride Anna Vivarelli, La nonna di Elena, Feltrinelli Kids La storia è cominciata con la nonna di Elena che, appassionata di gatti, ha deciso di regalarne uno alla nipotina, anche se sa che i genitori di Elena non saranno d’accordo. Un giorno la nonna mi fa: - Ti piacerebbe avere un gatto? - Certo, nonna. - Anche a me piacerebbe che tu avessi un gatto. Avrei già pronto un bellissimo nome per un gatto: Osiride. Eh, che ne dici? - È un nome meraviglioso! - dico io. Poi mi viene un pensiero terribile in testa e dico subito: - Ma la mamma... - Certo, Elenuccia. La mamma non sarebbe affatto d’accordo. Poi abbiamo cambiato discorso e io ai gatti non ho più pensato. Ma il giorno dopo, quando sono tornata da scuola, la nonna mi ha telefonato per dirmi che aveva una sorpresa per me e allora io sono corsa da lei. - Prego, signora faraona! - mi ha detto la nonna. - Il suo gatto è in cucina che beve il latte. Non si può neanche immaginare quanto è bello Osiride. È un po’ bianco e un po’ nero. Ha il musetto tutto nero e le punte delle orecchie bianche e gli occhi verdi come due pietre luccicanti e appena l’ho visto ho capito subito che gli ero simpatica. Quando sono tornata a casa, l’ho portato con me. La nonna mi ha accompagnata fin davanti alla porta e Osiride stava buono buono nella sua cesta, che poi era solo una scatola di cartone con un pezzo di stoffa dentro ma lui ci stava benissimo. - Io scappo - ha detto la nonna. E se n’è andata. Quando la mamma ha visto Osiride l’ha presa malissimo. Ha cominciato a urlare che sua mamma era pazza, e anche prepotente, che prima doveva chiederle il permesso, così lei gliel’avrebbe impedito.Osiride, che era uscito dalla scatola per imparare a conoscere la sua nuova casa, ha capito subito che si parlava male di lui e per il dispiacere ha fatto una cacchina lunga così sul linoleum della cucina. Ma siccome la mamma si è arrabbiata ancora di più, allora per farle capire quanto lui soffriva ha fatto una pipì enorme sul tappetino del bagno. Mentre la mamma metteva il tappetino in lavatrice, è arrivato papà. Così abbiamo scoperto una cosa che non sapeva nessuno, neanche lui: è allergico ai gatti. Gli è venuto il naso rosso e sembrava che avesse due uova fritte al posto degli occhi e continuava a starnutire. Non ho mai sentito tanti starnuti così uno attaccato all’altro. Tra uno starnuto e una soffiata di naso, papà si è messo a discutere con la mamma e naturalmente continuavano a parlar male di Osiride che si è un po’ offeso e ha cominciato a masticare le foglie del bonsai di papà che ultimamente sembrava un po’ malaticcio perché di foglie ne aveva poche poche. Papà è molto affezionato al suo bonsai: gli taglia sempre i rametti con delle forbicine piccolissime e lo bagna con un annaffiatoio che mi piacerebbe perché sembra della Barbie. Allora ho preso Osiride e l’ho rimesso nella sua scatola: - Vado a riportarlo alla nonna - ho detto con il tono più triste che riuscivo a fare. Pensavo che si sarebbero impietositi e mi avrebbero dato il permesso di tenerlo, ma mi sbagliavo, perché papà ha detto: - Brava. Tu almeno riesci a ragionare. Così adesso Osiride ha sette mesi, è bellissimo e vive dalla nonna, dove sta molto bene perché può fare quello che gli va. E visto che può fare quello che gli va, non fa mai niente di male, perché nessuno lo tratta a pesci in faccia, come ha detto la nonna, e lui si sente molto amato. PAROLE per PENSARE  star bene a scuola ANIMALI IN FAMIGLIA ● Immagina di dover convincere un tuo familiare ad adottare un animale che ti piace tanto.Forse è un’esperienza che hai vissuto... Scrivi due cose che diresti per convincerlo. • ........................ • ........................ TESTI per CAPIRE ● I personaggi di questa storia hanno tutti qualcosa da dire. Per ogni personaggio scrivi chi è e inserisci nel fumetto la frase che meglio sintetizza il suo pensiero.