Il sogno di Dedalo, Mino Milani

LONTANO NEL TEMPO Il sogno di Dedalo Mino Milani, La storia di Dedalo e Icaro, Einaudi Ragazzi Questa storia ci trasporta nell’antica Grecia... La storia di Dedalo e Icaro ebbe come sfondo la Grecia dei tempi antichi, bianca di rocce e verde di olivi, orgogliosa dei suoi templi di marmo e delle sue città alte sui monti, o a specchio sull’azzurro mare Egeo, costellato da isole piccole e grandi. Ogni città era un regno, lo era ogni isola. In quegli anni viveva, nella bianca città di Atene, un uomo chiamato Dedalo, di stirpe regale ed anzi divina, poiché figlio di re Mezione e nipote di Erittonio, nato da Efesto e Gea signora della terra. Alla nascita di Dedalo gli dei avevano sorriso, donandogli con quel sorriso la capacità di fare con le mani tutto quello che la sua mente ingegnosa riusciva a progettare. Fin da bambino, egli aveva stupito tutti plasmando con la creta statue bellissime, fabbricando strane macchine, curiosi oggetti e giocattoli coi quali si divertiva, e imparando in fretta a leggere e scrivere. Crescendo negli anni, aveva continuato a studiare, a cercare, a inventare, a creare. Gli diceva qualcuno: - Libri, sculture e macchine non sono per i re - e lui rispondeva: - Io non sarò re. - E che sarai? - Sarò Dedalo. Il ragazzo passava notti intere sul terrazzo a guardare le stelle: le conosceva a una a una, e compiva viaggi meravigliosi di costellazione in costellazione. Accadde un giorno che un gran filosofo, un dotto che se ne andava sempre in giro seguito da una schiera di allievi, gli chiedesse: - È vero, giovane Dedalo, che tu di notte guardi sempre il cielo? - Lo guardo anche di giorno, se posso. - E perché? La vita è sulla terra. - La vita è ovunque. Guarda, - e Dedalo indicò uno stormo di aironi che passava alto nel cielo - non è vita quella? - Io intendevo, - precisò il filosofo - la vita degli uomini, che non possono volare. Ribatté Dedalo: - Ma io volerò un giorno. - Che cosa farai? - rimandò stupefatto il filosofo. Il ragazzo ripeté, seguendo con gli occhi il volo degli aironi: - Volerò. Il filosofo scoppiò a ridere, e con lui risero i suoi allievi; fu una risata generale, uno strizzar d’occhi, smorfie, gesti di scherno, uno sbattere di mani e braccia che imitavano il movimento delle ali. Ma Dedalo non s’amareggiò né s’irritò né si sentì offeso; rimase quietamente a fronteggiare quella piccola folla schiamazzante che alla fine se ne andò ancora ridendo di lui. Dedalo aiuta il figlio Icaro a indossare le ali da lui stesso costruite per fuggire dal labirinto dove erano stati rinchiusi. TESTI per CAPIRE ● Perché Dedalo non si arrabbia e non si offende quando il filosofo e i suoi allievi ridono di lui? Perché è sciocco e non capisce che lo stanno prendendo in giro. Perché pensa che il filosofo e i suoi allievi siano degli sciocchi e non vale la pena arrabbiarsi. Perché crede in quello che sogna di fare ed è certo che ci riuscirà. ● Che cos’è secondo te un gesto di scherno? Rileggi la frase in cui l’espressione è inserita e scegli la risposta giusta. Un gesto fatto per fare arrabbiare. Un gesto fatto per divertirsi. Un gesto fatto per prendere in giro. ● Dedalo realizzerà il suo sogno? Conosci la sua storia e quella di suo figlio Icaro? Fatti raccontare la storia di Dedalo e Icaro dall’insegnante o cercala in biblioteca.
LONTANO NEL TEMPO     Il sogno di Dedalo Mino Milani, La storia di Dedalo e Icaro, Einaudi Ragazzi Questa storia ci trasporta nell’antica Grecia... La storia di Dedalo e Icaro ebbe come sfondo la Grecia dei tempi antichi, bianca di rocce e verde di olivi, orgogliosa dei suoi templi di marmo e delle sue città alte sui monti, o a specchio sull’azzurro mare Egeo, costellato da isole piccole e grandi. Ogni città era un regno, lo era ogni isola. In quegli anni viveva, nella bianca città di Atene, un uomo chiamato Dedalo, di stirpe regale ed anzi divina, poiché figlio di re Mezione e nipote di Erittonio, nato da Efesto e Gea signora della terra. Alla nascita di Dedalo gli dei avevano sorriso, donandogli con quel sorriso la capacità di fare con le mani tutto quello che la sua mente ingegnosa riusciva a progettare. Fin da bambino, egli aveva stupito tutti plasmando con la creta statue bellissime, fabbricando strane macchine, curiosi oggetti e giocattoli coi quali si divertiva, e imparando in fretta a leggere e scrivere. Crescendo negli anni, aveva continuato a studiare, a cercare, a inventare, a creare. Gli diceva qualcuno: - Libri, sculture e macchine non sono per i re - e lui rispondeva: - Io non sarò re. - E che sarai? - Sarò Dedalo. Il ragazzo passava notti intere sul terrazzo a guardare le stelle: le conosceva a una a una, e compiva viaggi meravigliosi di costellazione in costellazione. Accadde un giorno che un gran filosofo, un dotto che se ne andava sempre in giro seguito da una schiera di allievi, gli chiedesse: - È vero, giovane Dedalo, che tu di notte guardi sempre il cielo? - Lo guardo anche di giorno, se posso. - E perché? La vita è sulla terra. - La vita è ovunque. Guarda, - e Dedalo indicò uno stormo di aironi che passava alto nel cielo - non è vita quella? - Io intendevo, - precisò il filosofo - la vita degli uomini, che non possono volare. Ribatté Dedalo: - Ma io volerò un giorno. - Che cosa farai? - rimandò stupefatto il filosofo. Il ragazzo ripeté, seguendo con gli occhi il volo degli aironi: - Volerò. Il filosofo scoppiò a ridere, e con lui risero i suoi allievi; fu una risata generale, uno strizzar d’occhi, smorfie, gesti di scherno, uno sbattere di mani e braccia che imitavano il movimento delle ali. Ma Dedalo non s’amareggiò né s’irritò né si sentì offeso; rimase quietamente a fronteggiare quella piccola folla schiamazzante che alla fine se ne andò ancora ridendo di lui. Dedalo aiuta il figlio Icaro a indossare le ali da lui stesso costruite per fuggire dal labirinto dove erano stati rinchiusi. TESTI per CAPIRE ● Perché Dedalo non si arrabbia e non si offende quando il filosofo e i suoi allievi ridono di lui?   Perché è sciocco e non capisce che lo stanno prendendo in giro.   Perché pensa che il filosofo e i suoi allievi siano degli sciocchi e non vale la pena arrabbiarsi.   Perché crede in quello che sogna di fare ed è certo che ci riuscirà. ● Che cos’è secondo te un gesto di scherno? Rileggi la frase in cui l’espressione è inserita e scegli la risposta giusta.   Un gesto fatto per fare arrabbiare.   Un gesto fatto per divertirsi.   Un gesto fatto per prendere in giro. ● Dedalo realizzerà il suo sogno? Conosci la sua storia e quella di suo figlio Icaro? Fatti raccontare la storia di Dedalo e Icaro dall’insegnante o cercala in biblioteca.