Filemone e Bauci, Gianni Rodari

LONTANO NEL TEMPO Filemone e Bauci Gianni Rodari (a cura di), Enciclopedia della favola, Editori Riuniti Giove, re degli dei, e il suo messaggero Mercurio scesero una volta sulla Terra, travestiti da poveri pellegrini. Una sera arrivarono in un villaggio. - Passeremo la notte qui - disse Giove. - Va un po’ a domandare per le case se qualcuno ci dà da dormire. Mercurio andò di casa in casa, ma senza successo. La gente di quel villaggio era avara e dura di cuore e non voleva nemmeno sentir parlare di poveri pellegrini. Mercurio tornò da Giove e gli disse che nessuno li voleva ospitare. - Ma sei stato proprio in tutte le case? Non ne hai tralasciata nessuna? - Sono stato dappertutto, tranne che in quella capanna sul colle. Ci debbono abitare dei poveracci che certamente non ci riceveranno. - Prova ad andarci - ordinò Giove. Mercurio andò a bussare alla porta della povera capanna dove vivevano Filemone e Bauci. Essi erano due poveri vecchi, che mancavano spesso del necessario, e tuttavia con grande gentilezza ospitarono per la notte i pellegrini. Anzi, si affrettarono a preparare loro una cena con quel poco che avevano, latte, miele, pane e frutta. Lasciarono i loro letti agli ospiti e andarono a dormire sulla paglia. Nell’antichità molte persone viaggiavano a piedi, e venivano chiamate pellegrini. L’ospitalità era un dovere sacro e consisteva nell’accoglierli, dar loro da mangiare e da dormire. Giove e Mercurio nella capanna di Filemone e Bauci raffigurati dal pittore Andrea Appiani. TESTI per CAPIRE ● Rispondi alle domande sul quaderno. • Per quale motivo Giove decide di sommergere d’acqua il villaggio? • Perché Giove decide di premiare Filemone e Bauci? • Quale premio scelgono i due anziani sposi? • Che cosa accade quando i due sposi muoiono? ● Con quali dei seguenti aggettivi puoi sostituire l’espressione dura di cuore? Arrabbiata. Insensibile. Distratta. ● Che cosa rappresenta il quadro riprodotto sopra? A quale parte del racconto fa riferimento? Disegna una barra colorata accanto al testo. Giove era commosso dall’amorevolezza con cui i due vecchi li avevano accolti e a un certo punto li chiamò e disse: - Coricatevi voi nei vostri letti, noi non ne abbiamo bisogno. Non siamo poveri pellegrini: io sono il re degli dei e questi è il mio messaggero Mercurio. In tutto il villaggio nessuno ha voluto darci ospitalità tranne voi che siete i più poveri di tutti. E per questo voglio castigare il villaggio e dare a voi una ricompensa. Appena Giove ebbe parlato l’acqua cominciò a cadere sul villaggio, in poco tempo ricoprì le case, e tutti i suoi abitanti avari e duri di cuore annegarono. Solo alla capanna di Filemone e Bauci non successe nulla, perché l’acqua non giungeva fino in cima al colle. Poi Giove domandò ai due vecchi: - Ditemi che cosa desiderate e io soddisferò ogni vostro desiderio. I due buoni vecchi risposero: - A noi non manca nulla. Poveri abbiamo vissuto tutta la vita e poveri moriremo. Abbiamo soltanto una preghiera da farti. Noi non vogliamo vivere l’uno senza l’altro. Quando la morte visiterà la nostra capanna, fa che ci porti via tutti e due insieme. E così accadde. Filemone e Bauci vissero ancora a lungo nella loro semplice felicità e quando il tempo fu venuto morirono nello stesso momento. Dal corpo di Filemone crebbe una quercia, dal corpo di Bauci un tiglio. La quercia e il tiglio crebbero vicini e quando il vento soffiava i loro rami si toccavano come se Filemone e Bauci si stringessero le mani. Da quel tempo il tiglio e la quercia crescono l’uno accanto all’altro. PAROLE per PENSARE star bene a scuola ACCOGLIENZA ● Filemone e Bauci hanno dimostrato di essere accoglienti, di comprendere le difficoltà di chi stava davanti a loro. Ti è mai capitato che mentre giocavi con amici arrivasse un bambino che non conosce nessuno? Scrivi tre cose che puoi fare per accoglierlo nel gruppo e farlo sentire meno solo. 1 ................ 2 ................ 3 ................
LONTANO NEL TEMPO     Filemone e Bauci Gianni Rodari (a cura di), Enciclopedia della favola, Editori Riuniti Giove, re degli dei, e il suo messaggero Mercurio scesero una volta sulla Terra, travestiti da poveri pellegrini. Una sera arrivarono in un villaggio. - Passeremo la notte qui - disse Giove. - Va un po’ a domandare per le case se qualcuno ci dà da dormire. Mercurio andò di casa in casa, ma senza successo. La gente di quel villaggio era avara e dura di cuore e non voleva nemmeno sentir parlare di poveri pellegrini. Mercurio tornò da Giove e gli disse che nessuno li voleva ospitare. - Ma sei stato proprio in tutte le case? Non ne hai tralasciata nessuna? - Sono stato dappertutto, tranne che in quella capanna sul colle. Ci debbono abitare dei poveracci che certamente non ci riceveranno. - Prova ad andarci - ordinò Giove. Mercurio andò a bussare alla porta della povera capanna dove vivevano Filemone e Bauci. Essi erano due poveri vecchi, che mancavano spesso del necessario, e tuttavia con grande gentilezza ospitarono per la notte i pellegrini. Anzi, si affrettarono a preparare loro una cena con quel poco che avevano, latte, miele, pane e frutta. Lasciarono i loro letti agli ospiti e andarono a dormire sulla paglia. Nell’antichità molte persone viaggiavano a piedi, e venivano chiamate pellegrini. L’ospitalità era un dovere sacro e consisteva nell’accoglierli, dar loro da mangiare e da dormire. Giove e Mercurio nella capanna di Filemone e Bauci raffigurati dal pittore Andrea Appiani. TESTI per CAPIRE ● Rispondi alle domande sul quaderno. • Per quale motivo Giove decide di sommergere d’acqua il villaggio? • Perché Giove decide di premiare Filemone e Bauci? • Quale premio scelgono i due anziani sposi? • Che cosa accade quando i due sposi muoiono? ● Con quali dei seguenti aggettivi puoi sostituire l’espressione dura di cuore?   Arrabbiata.   Insensibile.   Distratta. ● Che cosa rappresenta il quadro riprodotto sopra? A quale parte del racconto fa riferimento? Disegna una barra colorata accanto al testo. Giove era commosso dall’amorevolezza con cui i due vecchi li avevano accolti e a un certo punto li chiamò e disse: - Coricatevi voi nei vostri letti, noi non ne abbiamo bisogno. Non siamo poveri pellegrini: io sono il re degli dei e questi è il mio messaggero Mercurio. In tutto il villaggio nessuno ha voluto darci ospitalità tranne voi che siete i più poveri di tutti. E per questo voglio castigare il villaggio e dare a voi una ricompensa. Appena Giove ebbe parlato l’acqua cominciò a cadere sul villaggio, in poco tempo ricoprì le case, e tutti i suoi abitanti avari e duri di cuore annegarono. Solo alla capanna di Filemone e Bauci non successe nulla, perché l’acqua non giungeva fino in cima al colle. Poi Giove domandò ai due vecchi: - Ditemi che cosa desiderate e io soddisferò ogni vostro desiderio. I due buoni vecchi risposero: - A noi non manca nulla. Poveri abbiamo vissuto tutta la vita e poveri moriremo. Abbiamo soltanto una preghiera da farti. Noi non vogliamo vivere l’uno senza l’altro. Quando la morte visiterà la nostra capanna, fa che ci porti via tutti e due insieme. E così accadde. Filemone e Bauci vissero ancora a lungo nella loro semplice felicità e quando il tempo fu venuto morirono nello stesso momento. Dal corpo di Filemone crebbe una quercia, dal corpo di Bauci un tiglio. La quercia e il tiglio crebbero vicini e quando il vento soffiava i loro rami si toccavano come se Filemone e Bauci si stringessero le mani. Da quel tempo il tiglio e la quercia crescono l’uno accanto all’altro. PAROLE per PENSARE  star bene a scuola ACCOGLIENZA ● Filemone e Bauci hanno dimostrato di essere accoglienti, di comprendere le difficoltà di chi stava davanti a loro. Ti è mai capitato che mentre giocavi con amici arrivasse un bambino che non conosce nessuno? Scrivi tre cose che puoi fare per accoglierlo nel gruppo e farlo sentire meno solo. 1 ................ 2 ................ 3 ................